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Ex Ilva, ministro Cingolani: “Si deve riconvertire passando prima al gas e poi all’idrogeno”

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Sull’ex Ilva di Taranto “stiamo aspettando la sentenza del Consiglio di Stato, che sarà dirimente sul futuro di tutto il complesso. Dobbiamo attendere questa sentenza. Al di là di questa, l’unica strada percorribile per queste aziende le cui emissioni di CO2 sono difficili da abbattere, le cosiddette ‘hard to abate’, è quello di fare un corposissimo investimento, trasformando tutti gli impianti a carbone in impianti a gas (già predisposti per funzionare ad idrogeno), mitigando così moltissimo l’impatto ambientale della produzione di acciaio”. Lo ha detto stamani a Radio 24 il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

“Se questa cosa si potrà fare, compatibilmente con le sentenze, servirà un grosso investimento -ha spiegato il ministro-. Quindi abbiamo messo da parte una grossa cifra per accelerare questo processo. Questo è un qualcosa che porterebbe l’acciaio di Taranto ad essere verde. A un prezzo più alto, è chiaro, ma poi si tratterà di negoziare a livello europeo. Ma se uscirà fuori che va chiuso qualcosa, poi bisognerà vedere”.

“Le priorità sono primo la salute delle persone, secondo la salvaguardia del lavoro -ha detto ancora Cingolani-. Bisognerà avere tutti i dati sul tavolo nei prossimi giorni, quando ci sarà la sentenza. Poi, da quel momento, essere molto rapidi nell’attuazione. Sull’occupazione, è chiaro che se si tratta di trasformare la produzione da carbone a gas è un conto, se si tratta di chiudere l’impianto è un altro”.

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