Porto di Taranto, i sindacati: “Norme della Provincia su merci polverose allontanano il traffico”

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I sindacati Cgil, Cisl e quelli dei lavoratori portuali hanno promosso oggi lo stato di agitazione del personale delle imprese ex articolo 16 della legge 84/94. “Le ragioni alla base della proclamazione -affermano i sindacati- sono i contenuti della nota della Provincia di Taranto che hanno provocato l’immediata delocalizzazione dei traffici verso altri porti pugliesi e non”. Questo, dicono i sindacati riferendosi alle compagnie armatrici, “al fine di evitare ogni inconveniente eventuale, conseguente alla movimentazione di materie rinfuse pulvirolente in assenza della richiesta autorizzazione alle emissioni in atmosfera”.

I sindacati hanno comunicato la forma di protesta a Prefettura, Autorità portuale e Confindustria Taranto. Le imprese interessate sono Italcave, Peyrani Sud, Ecologica, Neptunia e Triton. Il problema ha già visto l’intervento sia di Raccomar, l’associazione degli agenti e raccomandatari marittimi, che dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto. Si parla di vera e propria stretta in materia. In pratica ciò che viene contestato sono le nuove regole introdotte dalla Provincia di Taranto, che è competente in materia di ambiente, in base alle quali coloro che nel porto si occupano della movimentazione di materie prime e materiali polverosi devono avere una autorizzazione alle emissioni. Raccomar contesta questa disposizione della Provincia di Taranto affermando che è l’unica in Italia e che è già stato chiarito che le imprese portuali non possono essere equiparate agli stabilimenti industriali che invece devono munirsi di specifica autorizzazione.

L’Autorità portuale di Taranto, invece, definisce “contraddittoria” la decisione della Provincia di Taranto rispetto al quadro regolatorio vigente in Italia mentre i sindacati di categoria evidenziano i contraccolpi sul lavoro, con le navi che anziche’ scaricare a Taranto queste materie prime, andranno in altri porti dove l’autorizzazione ad hoc non è necessaria. Le varie parti attendono a breve la convocazione di un tavolo tecnico per superare l’empasse creatosi nel porto di Taranto.

Porto Taranto: merci polverose, Provincia convoca vertice

Il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, ha convocato per le 15 del 24 agosto, negli uffici dell’ente, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, nonché i rappresentanti delle imprese portuali, per discutere della nuova disposizione dell’ente intermedio che obbliga le imprese ad avere l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per la movimentazione di materiali polverosi e rinfuse solide.

La convocazione di Gugliotti arriva dopo le prese di posizione di Autorità portuale, Raccomar, associazione degli agenti e dei raccomandatari marittimi, e sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil, che temono un allontanamento di questa tipologia di traffico merci dal porto di Taranto. “Speriamo -dichiara Carmelo Sasso, segretario Uil trasporti- che quest’incontro convocato dalla Provincia, e da più parti sollecitato, dica finalmente una parola chiara rispetto ad una situazione che vede Taranto collocarsi in un contesto completamente differente rispetto alle altre portualità. Le imprese portuali -aggiunge Sasso- vogliono sapere che devono fare, non possono stare nell’incertezza. Anche perché -rileva ancora Sasso – le imprese portuali che sono a Taranto, operano anche nei porti di Brindisi e Manfredonia, e quindi, a fronte del mutato quadro regolatorio e in attesa di capire come evolve il tutto, quello che stanno facendo e’ spostare le navi in arrivo a Taranto negli altri scali portuali. Ma così noi rischiamo di perdere lavoro”.

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