Ex Ilva, pronuncia del MiTE: esce decreto che fissa lo spegnimento della batteria 12 entro 30 agosto

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È ufficiale la traduzione in legge del decreto emesso il 29 luglio scorso dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, che da ieri rende attuabile coercitivamente la prescrizione n. 16.o) – 42 – 49 (interventi Batteria n. 12 e nuova doccia 6) del Piano ambientale immanente al Dpcm del 29 settembre 2017. Il testo del decreto riporta che Acciaierie d’Italia ha eluso la direttiva che fissava la data del 30 giugno 2021 come termine ultimo per adeguarsi alle norme ambientali della prescrizione dell’Aia, inerenti il blocco della batteria 12 della cokeria dell’impianto.

Nel documento si legge espressamente che lo stabilimento siderurgico tarantino deve inderogabilmente operare “la messa fuori produzione della batteria n. 12 nei tempi tecnici strettamente necessari, e comunque non superiori a 60 giorni a partire dal 1° luglio 2021”. E, altresì, che “il rispetto e lo stato di avanzamento delle attività volte alla messa fuori produzione della batteria n. 12 con le tempistiche e le modalità riportate devono essere costantemente fatti oggetto di controllo da parte dell’Ispra nell’ambito delle verifiche di competenza, i cui esiti dovranno essere trasmessi tempestivamente al Ministero della Transizione ecologica”.

Il ministro Cingolani, tenendo fede alle valutazioni dell’Ispra divulgate nel suo ultimo rapporto, in cui esplicita pubblicamente che “non è possibile percorrere soluzioni tecniche alternative a quella proposta dal Gestore con tempistiche inferiori a quelle già rappresentate nei mesi scorsi”, ufficializza tale decreto che sostanzialmente rende prioritario il dato che il gestore “resta l’unico responsabile degli eventuali danni all’ambiente o alla salute in conseguenza della tempistica necessaria alla messa fuori produzione della batteria n.12 oltre il termine del 30 giugno 2021”.

È prevedibile che l’azienda farà ricorso, come già precedentemente tramite il Tar invocando una proroga della scadenza del giugno scorso, per confutare la decisione disposta dal ministro motivandone l’azione legale nell’impossibilità di “spegnere” la batteria repentinamente, con l’intento primario di procrastinare il funzionamento della batteria 12 produttrice di coke. Attendiamo prossimi sviluppi della spinosa vicenda.

 

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