Salento, oggi incontro con 22 sindaci su emergenza forestazione

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Il Distretto Agroalimentare Jonico Salentino (DAJS) e la Provincia di Lecce chiamano all’appello i primi 22 sindaci nell’incontro che si terrà oggi, dalle 18, a Palazzo Ferrari, a Parabita. Tema della convocazione: l’emergenza forestazione nel Salento.

In particolare il presidente della Provincia, Stefano Minerva, il presidente ed il direttore del DAJS Pantaleo Piccinno e Maurizio Mazzeo insieme al rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, al vice-presidente del Ciheam Teodoro Miano e al Premio Nobel per la Pace e membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change Riccardo Valentini, componenti del comitato tecnico-scientifico del distretto agroalimentare, avvieranno un confronto con i sindaci dei Comuni di Parabita, Nardò, Porto Cesareo, Galatone, Galatina, Neviano, Aradeo, Seclì, Tuglie, Sannicola, Gallipoli, Alezio, Casarano, Collepasso, Matino, Melissano, Taurisano, Taviano, Racale, Ugento, Alliste e Supersano.

L’iniziativa è solo la prima di un ciclo che coinvolgerà tutti i Comuni, e che intende avviare un percorso di informazione/sensibilizzazione sul tema dell’emergenza ambientale delle province di Lecce, Brindisi e Taranto – private di milioni di ulivi disseccati da Xylella fastidiosa – e sui necessari interventi di forestazione. Interlocutori: dapprima gli amministratori locali e, a seguire, le comunità e tutti i portatori di interesse. In tale percorso, i Comuni rivestono un ruolo centrale per la possibilità di destinare parte del patrimonio pubblico al processo virtuoso di forestazione e per il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle comunità.

La proposta di riforestazione rientra nell’ambito del progetto “Rigenerazione sostenibile” targato DAJS, e prevede la realizzazione di un sistema rinaturalizzato che sostituisca la rete ecologica garantita per secoli dalla coltura estensiva dell’ulivo, con una “rete” fisica di connessioni di aree boscate e aree verdi. Si tratta di immaginare un percorso naturale di insediamenti forestali ad integrazione delle aree ancora destinate alla produzione agricola.

Il primo step riguarda il censimento e l’identificazione di aree marginali abbandonate o semi abbandonate, vocate per interventi di forestazione, e la definizione dei confini geografici e amministrativi precisi (immagini satellitari, cartografiche, catastali) per programmare e pianificare gli interventi. Sarà importante valutare le specie più idonee, anche nell’ottica della “produttività” del bosco. L’analisi iniziale comprenderà anche aree appartenenti alle pubbliche amministrazioni: occorrerà verificare stato ed estensione delle alberature urbane fuori foresta, degli spazi urbani e periurbani liberi, potenzialmente utilizzabili, presenti nei territori dei comuni e delle pubbliche amministrazioni, in modo da costruire un “reticolo fisico” di connessioni forestali e naturali.

Molto importante sarà il coinvolgimento di soggetti ed associazioni che intenderanno assumere impegni pluriennali per far fronte a programmi e piani di forestazione e creazione di boschi di comunità su terreni e appezzamenti di proprietari non interessati alla conduzione diretta.

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