Porto di Taranto, “Sulle merci polverose soluzione transitoria per non penalizzare le imprese”

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“La Provincia di Taranto troverà delle soluzione transitorie per non penalizzare le imprese portuali che movimentano materiali polverosi in banchina”. Lo dice, a riunione conclusa, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto, che oggi pomeriggio ha partecipato al vertice convocato dalla Provincia di Taranto presenti Comune di Taranto, Regione Puglia, Arpa Puglia ed altri soggetti.

Presieduta da Giovanni Gugliotti, presidente della Provincia, nella riunione si è discusso della situazione creatasi nel porto dopo che una nota emessa dalla Provincia, competente in materia ambientale, ha previsto che le imprese che movimentano materiali soggetti a polvere devono munirsi anche di una autorizzazione alle emissioni per poter operare. La decisione della Provincia ha suscitato le proteste dei sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil, che hanno indetto lo stato di agitazione dei lavoratori, e di Raccomar, l’associazione degli agenti e raccomandatari marittimi. Entrambi, rilevando che questa decisione della Provincia di Taranto è unica in Italia, hanno evidenziato il rischio concreto di veder allontanare da Taranto navi e lavoro a favore di altri porti della Puglia. Cosa, questa, già avvenuta.

“Ieri sera -ha dichiarato Prete- abbiamo firmato un verbale dove si recepisce una dichiarazione della Regione Puglia, collegata in video conferenza col tavolo della Provincia, con la quale la stessa Regione si impegna a portare la questione al vaglio dei ministeri della Transizione ecologica, Mite, e delle Infrastrutture e mobilità, Mims. Oltre a trovare una linea unitaria in Puglia, tenuto conto che le Provincie si occupano sì di ambiente ma su delega della Regione, c’è bisogno – sottolinea Prete – anche di un indirizzo unico soprattutto a livello nazionale. Serve dunque una regola chiara in tutti i porti”.

Prete aggiunge che “in attesa di avere questo chiarimento più complessivo, la Provincia si impegna a individuare soluzioni che non creino difficoltà alle imprese e al lavoro portuale, in considerazione che a Taranto sono attese altre navi che imbarcano materie polverose che devono essere scaricate sulle banchine pubbliche”. “Quella della Provincia era un nota, più che un provvedimento. La nota -spiega Prete- non è stata ritirata ma noi come Autorità portuale trasmetteremo alle imprese questo verbale di oggi e ritengo che su questa base le imprese portuali dovrebbero poter operare sin quando poi non si farà chiarezza definitiva sul problema”.

La riunione ha visto al tavolo anche Capitaneria di porto e Guardia di Finanza, che però non hanno firmato il verbale, e i rappresentanti delle imprese portuali che hanno partecipato solo ad una prima parte del vertice, poi proseguito in forma ristretta e riservato alle istituzioni. Per domani pomeriggio, sempre sullo stesso argomento, la Provincia di Taranto ha convocato una seconda riunione con le imprese portuali e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

Prima che il tavolo avesse inizio, Vincenzo Di Gregorio, consigliere regionale Puglia del Pd, ha dichiarato che “il porto di Taranto è una risorsa e come tale va messo nelle condizioni di operare al meglio”. “La questione posta dalla Provincia sulla movimentazione delle merci polverose destinate alla siderurgia – ha rilevato Di Gregorio – di fatto ha ottenuto un solo risultato: dirottare su altri scali portuali i traffici che prima si svolgevano a Taranto. Da un punto di vista ambientale il problema non e’ stato risolto ma e’ stato solo spostato”. “Le merci scaricate altrove, infatti, arriveranno comunque a Taranto sui camion – ha concluso Di Gregorio -determinando un impatto ambientale forse persino superiore”.

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