Ex Ilva, Fim Cisl: Iris conferma che non può pagare stipendi

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“Purtroppo nel confronto che abbiamo avuto questa mattina con l’azienda, la Iris ci ha confermato che non è nelle condizioni al momento di pagare lo stipendio di luglio ai lavoratori, né di fare alcun bonifico o anticipazione sulle spettanze”. Lo dichiara Vincenzo Castronuovo a proposito di una delle aziende dell’indotto appalto ex Ilva, Acciaierie d’Italia, in seria difficoltà nel pagare le retribuzioni ai lavoratori nonostante la scadenza sia trascorsa da alcune settimane, perché il committente lavori, Acciaierie d’Italia, a sua volta non paga le fatture al fornitore. Iris opera nella metalmeccanica e nell’impiantistica ed è presente da molti anni nell’acciaieria.

“Iris ci ha detto stamattina che avanza da Acciaierie d’Italia, già ArcelorMittal Italia, qualcosa come 6-700mila euro per lavori fatti -dichiara Castronuovo-. A fronte di questo scaduto importante, Iris ad agosto ha ricevuto dal committente solo 34mila euro. Una sproporzione enorme tra il credito maturato dal fornitore e quello che il committente ha realmente pagato”.

“Domattina riuniremo i lavoratori di Iris in assemblea davanti alla portineria imprese del siderurgico e decideremo il da farsi. Dopo le due ore di sciopero della scorsa settimana – prosegue Castronuovo – sul tema stipendi non pagati, abbiamo solo sospeso temporaneamente la protesta in attesa di sviluppi. Che non ci sono stati, per cui domani decideremo se riprendere l’iniziativa oppure fare altro”. “E siamo in attesa ad horas -rileva l’esponente Fim Cisl- anche di risposte da parte di Sudelettra, azienda di Matera che ha acquisito un appalto alla centrale elettrica dell’ex Ilva e che come la Iris non ha pagato lo stipendio di luglio. Il problema è purtroppo diffuso, Iris e Sudelettra sono solo due casi”.

“Il punto è che qui si parla ancora di ArcelorMittal o di ex Ilva, ma ormai esiste, ed è pienamente legittimata, una società che si chiama Acciaierie d’Italia dove accanto al privato Mittal, c’è lo Stato rappresentato da Invitalia. L’azionista pubblico -afferma Castronuovo- è al corrente che Acciaierie d’Italia, nonostante tutti i buoni propositi di rilancio, non continua a pagare come prima le imprese dell’indotto e che queste, non pagando a loro volta i propri dipendenti, stanno ricreando a distanza di pochi mesi nuovi disagi e difficoltà? Cambiano i nomi, cambiano le compagini sociali ma -conclude Castronuovo- assistiamo da tempo sempre allo stesso film”.

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