Obbligo vaccinale per i medici, no vax inviano diffide all’ordine per la comunicazione dei loro nomi

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“Abbiamo ricevuto diffide da parte di studi legali che ci intimavano, per conto dei medici no vax, a non fornire a qualsivoglia ente o istituzione gli elenchi dei nostri iscritti ai fini dell’accertamento dell’obbligo vaccinale”: lo rivela il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lecce, Donato De Giorgi, a proposito delle verifiche attivate per dare seguito a quanto previsto dal decreto 44 del 1 aprile 2021 che contiene le misure urgenti contro l’epidemia da Covid-19. Il decreto, convertito dalla legge 76 del 28 maggio 2021, stabilisce che la vaccinazione è “requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”.

La normativa scandisce anche tempistiche ben precise. Entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto, gli ordini professionali e i datori di lavoro dovevano trasmettere alle Regioni e alle Province autonome gli elenchi degli iscritti e quelli dei dipendenti. Entro dieci giorni dalla ricezione degli elenchi, Regioni e Province autonome avrebbero dovuto verificare lo stato vaccinale degli operatori, segnalando alle Asl quelli non immunizzati. Le aziende sanitarie, a loro volta, dopo avere invitato i propri dipendenti non ancora immunizzati a sottoporsi a vaccinazione, dovrebbero con sollecitudine avviare i provvedimenti di sospensione a quanti rifiutano il siero. Ciò, non prima di avere tentato la ricollocazione dei no vax attribuendo loro mansioni diverse. Una procedura, questa, che dovrebbe esaurirsi nell’arco di una ventina di giorni, come ha chiarito il presidente della federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli, ma che Regioni e Asl starebbero svolgendo con ritardo.

Donato De Giorgi, tuttavia, assicura: “Le diffide inoltrateci dagli avvocati per conto dei medici no vax, ovviamente, non sono state prese in considerazione, dovendo noi seguire le norme che ci impongono di fare esattamente il contrario. Quanto ai medici di famiglia, se dovessero assecondare richieste di esenzione dal vaccino avanzate da parte di colleghi no vax, senza che vi siano le necessarie motivazioni sanitarie previste dalle norme, o se dovessero firmare certificati medici non veritieri, commetterebbero il reato di falso ideologico”

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