Ex Ilva, sospeso sciopero Iris per non compromettere commesse

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Anche se l’azienda non ha ancora pagato gli stipendi di luglio perché a sua volta non è stata pagata da Acciaierie d’Italia (ex Ilva ed ex ArcelorMittal), i dipendenti della Iris, azienda dell’indotto siderurgico di Taranto, hanno deciso di riprendere il lavoro e di fermare lo sciopero. È quanto scaturito dall’assemblea tenuta stamattina dai lavoratori insieme alle sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb.

“Ancora una volta -dicono le sigle metalmeccaniche- con grande senso di responsabilità, le organizzazioni sindacali, unitamente ai lavoratori, preso atto delle dichiarazioni aziendali e delle difficoltà manifestate, ritengono opportuno dover dare continuità all’attività lavorativa al fine di portare a compimento le commesse in essere sospendendo lo sciopero in corso a partire da subito”.

“In ogni caso -si aggiunge-, permanendo lo stato di incertezza rispetto al saldo delle spettanze di luglio e del Welfare 2021 ed in assenza di una data certa delle stesse, si ritiene di confermare lo stato di agitazione con blocco di tutte le forme di lavoro straordinario”.

“Inoltre, in riferimento alle difficoltà lavorative, a partire da settembre si invita l’azienda – chiedono i sindacati alla Iris – ad utilizzare le misure contrattuali previste a garanzia dei lavoratori nonché ulteriori strumenti alternativi previsti della legge a tutela e salvaguardia dei livelli occupazionali”. Iris ha dichiarato ai sindacati di essere in credito verso Acciaierie d’Italia di circa 6-700 mila euro per lavori eseguiti nell’acciaieria (Iris si occupa di metalmeccanica e impiantistica) e non pagati dal committente. Da quest’ultimo, Iris ha ricevuto di recente solo 34 mila euro. Di qui la difficoltà della Iris ritrovatasi senza cassa e quindi nell’impossibilità di versare gli stipendi di luglio. I sindacati segnalano infine che anche altre aziende dell’indotto siderurgico versano nella stessa situazione della Iris. Ma se i pagamenti da parte del committente sono in ritardo -fenomeno più volte verificatosi in passato- non manca invece il lavoro per l’indotto dell’acciaieria. Gli stessi sindacati segnalano infatti che sono ripartiti nello stabilimento tutti i cantieri legati agli interventi dell’Autorizzazione integrata ambientale, con la messa a norma degli impianti, e le imprese appaltatrici sono ricorse anche ad assunzioni a tempo determinato di nuovo personale.

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