Zullo (Fdi): “Sul Trattamento di fine mandato Emiliano non poteva non sapere”

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Ancora scontro sul Trattamento di fine mandato (Tfm), reintrodotto dopo 8 anni dal Consiglio regionale il 27 luglio scorso: il capogruppo di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo, attacca il governatore Michele Emiliano, assente durante l’approvazione del Tfm, sostenendo che il governatore fosse comunque informato di quanto stava accadendo in Aula.

“È davvero difficile -dice- che si trovi un pugliese pronto a credergli perché in una Puglia, dove politicamente non si muove foglia che Emiliano non voglia, credere che non sapesse nulla dell’emendamento è davvero complicato”. Il presidente della Giunta regionale ha chiesto che si faccia un passo indietro, con l’abrogazione dell’emendamento che ha riattivato l’assegno di fine mandato, circa 7.100 euro per ogni anno trascorso in Consiglio.

“L’emendamento -prosegue Zullo- è stato firmato e presentato da tutti i capigruppo e poi votato da tutti i consiglieri presenti in aula e tra essi il vicepresidente e assessore alla Programmazione e Bilancio Piemontese, da tutti gli assessori, dai presidenti di commissione ed infine dalla presidente del Consiglio Capone. È mai possibile che in tutta questa schiera di fedelissimi nessuno lo abbia informato? Se davvero fosse ci sarebbe da pensare a un presidente di Regione considerato dai propri consiglieri, assessori, presidenti di Commissione e del Consiglio come l’ultima ruota del carro. Se così fosse avrebbe dovuto immediatamente revocare le nomine degli assessori”.

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