Ex Ilva, sotto Regione Puglia la protesta del sindacato Usb e dei cassintegrati

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Sono arrivati da poco a Bari, sul Lungomare Nazario Sauro, davanti al palazzo della presidenza della Regione Puglia, i delegati sindacali di Usb e i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria che sono in cassa integrazione straordinaria da anni. Non è ancora noto se oltre al sit in ci sarà anche un incontro con esponenti del governo o dell’amministrazione regionale pugliese.

Si protesta oggi per la situazione in cui si trovano questi lavoratori. Non selezionati ad ottobre 2018 per il passaggio da Ilva in as ad ArcelorMittal Italia, che allora subentrò alla gestione commissariale della società dell’acciaio, questi lavoratori sono rimasti da allora in cig straordinaria a zero ore tranne un impiego di una parte di loro nelle bonifiche di Ilva in as e nella partecipazione a corsi di formazione indetto dalla stessa Ilva in as. I lavoratori percepiscono la cigs con una integrazione economica rifinanziata dal Parlamento anche per il 2021 – misura, questa, in atto già da qualche anno -, ma il punto vero è capire cosa li attende nel breve-medio termine. Un accordo di settembre 2018 con ArcelorMittal Italia, raggiunto al Mise con l’allora ministro Luigi Di Maio, prevedeva che, a valle del completamento del piano industriale, ArcelorMittal Italia avrebbe fatto loro una proposta di reimpiego qualora fossero stati ancora in cig.

In realtà, da allora sono cambiate diverse cose ed oggi c’è soprattutto una nuova società, Acciaierie d’Italia, con ArcelorMittal e Invitalia per conto dello Stato, da cui è atteso un nuovo piano industriale. Le possibilità che i cassintegrati di Ilva in as rientrino in acciaieria sono ridottissime, se non proprio nulle, tant’è che da qualche tempo si pensa a soluzioni alternative per non tenere questo personale in cig per un lungo numero di anni. Ed una di queste soluzioni prevedrebbe il coinvolgimento dei cassintegrati di Ilva in as nei lavori di pubblica utilità.

Sul punto Usb, che ha promosso la protesta di oggi sotto la Regione Puglia, dichiara che vi è “silenzio assoluto dopo la riunione della task force regionale nella quale era stata presa in carico la proposta di Usb di destinare i lavoratori ex Ilva in amministrazione straordinaria ai lavori di pubblica utilità come accade a Genova da ormai 16 anni”.

“Sono passati ormai 3 mesi da quell’incontro -sostiene Usb  e nessuna risposta è stata data, nonostante le rassicurazioni circa una nuova convocazione entro un mese da quel 19 maggio”.

Per il sindacato, sono “diverse le questioni da affrontare, oltre i lavori di pubblica utilità, per dare una maggiore stabilità ai cassintegrati ex Ilva: durata e sistema di calcolo integrazione salariale 2022 e anni successivi, prospettive future per i lavoratori collocati in amministrazione straordinaria insinuazione al passivo (tutto è fermo al gennaio 2015) e sblocco Tfr”. Per Usb, “la mancanza di fatti che diano seguito alle parole e la forte sensazione di essere stati presi in giro sulla vicenda dei lavoratori ex Ilva in amministrazione straordinaria, ci costringe ad assumere decisioni drastiche di fronte al disinteresse manifestato dalla politica a tutti i livelli”. “Il 31 agosto -conclude il sindacato- sarà solo l’inizio della mobilitazione che non si fermerà se non di fronte a sviluppi concreti della vertenza”.

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