Caporalato, braccianti sfruttati con minacce “di ammazzarli di botte”. Interdetto imprenditore

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Avrebbe sfruttato per anni nove braccianti agricoli stranieri pagandoli poco più di 3 euro l’ora, minacciandoli in alcuni casi di “ammazzarli di botte” se si fossero ribellati, di far del male alle loro famiglie lontane, facendoli vivere in alloggi senza bagno e acqua e “imponendo ritmi di lavoro serrati senza consentire la pausa nemmeno per bere o mangiare”.

Un imprenditore barese, Donato Iacobazzi, 57enne titolare di una azienda agricola nel quartiere San Pio, è ora indagato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Nei suoi confronti il Tribunale di Bari ha disposto un sequestro preventivo di beni per circa 64 mila euro, confermato poi dai giudici del Riesame dinanzi ai quali era stato impugnato, e la misura cautelare personale della interdizione per un anno.

La vicenda risale agli anni 2016-2019. A far partire le indagini dei carabinieri è stata la denuncia di uno dei nove braccianti, un cittadino pakistano. L’uomo, dopo aver fatto capire che voleva denunciare la situazione di sfruttamento, sarebbe stato vittima di una spedizione punitiva con schiaffi e pugni, sottrazione di telefono cellulare e denaro e minacce. “Vado a casa tua in Pakistan e ti faccio vedere che fine fanno i tuoi figli” gli avrebbe detto un connazionale ritenuto complice del presunto caporale.

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