Ex Ilva, sindacato Usb: “Emissione polveri in area Agglomerato”

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“Emissioni dal camino E 312 e polverosità diffusa di cui ci si può rendere conto a occhio nudo anche dall’esterno: è quello che accade quotidianamente nell’area Agglomerato” dello stabilimento Acciaierie d’Italia (ex Ilva) di Taranto. È quanto denuncia l’Usb che allega alla nota stampa le foto delle emissioni. “Parliamo di un impianto -sottolinea l’organizzazione sindacale- che ha ormai compiuto 70 anni e che mostra tutti i limiti legati alla ormai persa funzionalità, impianto che dunque non cuoce più come dovrebbe. Di conseguenza il materiale, non cotto bene, determina la dispersione di polveri che ovviamente non vengono convogliate”.

Ciò, aggiunge l’Usb, “è peggiorato per manutenzione ordinaria e straordinaria assenti, ma anche per la non corretta gestione della sala-controllo. Non esiste distinzione tra i tipi di allarme, dal momento che vi è una unica sirena che non permette agli operatori di avere sin da subito un’idea della gravità dell’anomalia”. Secondo l’Unione sindacale di base, “i filtri meep, dal momento che ormai sono vuoti, risultano inefficienti, rappresentando una delle principali cause delle emissioni visibili nelle ultime ore. Manca inoltre l’uscita di emergenza alternativa alla via di accesso alla sala sinottica”. Ed ancora, denuncia l’Usb, “si continua a mettere in cassa integrazione proprio chi è addetto alla manutenzione. Non ci stancheremo di chiedere al Governo una inversione di rotta ed una programmazione diversa per la fabbrica e per la città”.

Questa mattina, intanto, è stato presentato alle organizzazioni sindacali il nuovo responsabile delle relazioni industriali, Pietro Golini.

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