Sospensione direttrice del carcere di Taranto, il capo del Dap: “Da lei condotte che vanificano rieducazione detenuti”

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Le nuove condotte contestate dal capo del Dap alla direttrice del carcere di Taranto, Stefania Baldassari, già sospesa in via cautelare dal servizio lo scorso 27 luglio, sono state ritenute tali da “vanificare la portata dei principi fissati dall’ordinamento penitenziario in materia di individualizzazione del trattamento rieducativo dei detenuti”. È quanto si legge nel provvedimento firmato lo scorso 1° settembre dal capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Bernardo Petralia, in cui vengono descritte altre situazioni rilevanti ai fini della sospensione, che si riferiscono alla candidatura di Baldassari alle consultazioni amministrative per l’elezione a sindaco di Taranto nel 2017 e alla possibile ricandidatura alla prossima tornata.

“I comportamenti -si legge- denotano un modus operandi assolutamente contrario ai principi basilari del buon andamento, imparzialità e trasparenza dell’attività amministrativa, in completa violazione degli obblighi istituzionali di rispetto delle leggi, anche in considerazione del peculiare contesto lavorativo penitenziario che impone un atteggiamento improntato al massimo rigore e non ammette quindi violazione di doversi che arrechino grave pregiudizio alle istituzioni e all’amministrazione di appartenenza”.

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