Di Gregorio (PD) si schiera a favore dei miticoltori di Taranto: “Aiuti a sostegno di una categoria in crisi”

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È crisi nera, come il colore tipico del frutto di mare, il mitile per eccellenza che alberga nel mare del golfo jonico, la cozza, fiore all’occhiello di Taranto nel mondo. Dopo un’estate bollente, in cui si sono raggiunti picchi di temperatura elevatissimi, i produttori di mitili hanno assistito al crollo della produzione che ha indotto un decremento massiccio delle vendite delle cozze tarantine. Il panico ha travolto il settore: la produzione e calata fino all’80% e i miticoltori sollevano un grido per denunciare la morìa dei molluschi nel mar Piccolo.

Ecco, che dalla Regione Puglia arriva una risposta tempestiva all’appello delle associazioni di categoria, le quali hanno invocato proprio l’intervento immediato delle istituzioni per risollevare la crisi economica in cui versa la filiera. A cogliere la gravità della situazione degli allevatori del tarantino è il consigliere regionale, Vincenzo Di Gregorio (Pd), che si è attivato in prima persona a sostegno della emergenza settoriale.

“La mitilicoltura per Taranto non è solo un’importante attività economica, una filiera produttiva che coinvolge molte aziende e dà lavoro a migliaia di persone. La mitilicoltura a Taranto ha un forte valore simbolico e identitario che va difeso, valorizzato e promosso”, è la pronuncia veemente del consigliere regionale che reclama maggiore attenzione e interventi rapidi sia tecnici che finanziari, attraverso lo stanziamento di risorse per dare ristoro al settore in ginocchio.

Le parole dell’esponente piddino sono categoriche: “Vanno aiutati i mitilicoltori di Taranto in difficoltà, pertanto, ritengo sia opportuna la convocazione di un tavolo di confronto specifico sulla mitilicoltura tarantina per affrontare le numerose tematiche della categoria”, invocando palesemente i dettami della legge regionale n.1 del 2016 che prevede l’assegnazione di fondi su tutto il territorio pugliese.

“Secondo alcune associazioni la perdita si aggirerebbe intorno al 70-80%. Un danno pesantissimo –incalza il consigliere Di Gregorio- per una categoria che vive una condizione difficile. Da mesi, infatti, gli stessi produttori denunciano l’immissione sul mercato di cozze provenienti dall’estero. Resta poi insoluta la presenza di vaste sacche di abusivismo sia nella produzione che nella vendita, che danneggiano ed ostacolano gli operatori che operano legalmente”.

“I produttori chiedono la possibilità di spostare in acque idonee del Mar Grande, il seme dei mitili durante la stagione più calda per evitare una nuova morìa come quella di questa estate. Questi operatori non possono essere abbandonati a se stessi, soprattutto in una contingenza favorevole di attrazione turistica per la Puglia. Le cozze di Taranto sono un’eccellenza, un prodotto legato alla tradizione che arricchisce quel paniere enogastronomico rappresentante il patrimonio locale e un grande orgoglio per la nostra regione”, esterna convintamente Vincenzo Di Gregorio.

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