Leonardo, il sito di Grottaglie attende incontro con azienda e teme la cassa integrazione

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Si terrà entro il mese l’incontro tra Leonardo e i sindacati per discutere delle prospettive per il 2022 della divisione Aerostrutture. Con quattro stabilimenti, Pomigliano D’Arco, Foggia, Nola e Grottaglie nel Tarantino, questa divisione risulta essere quella più colpita dall’impatto del Covid che ha riguardato l’industria aeronautica su scala mondiale.

Tra i quattro siti, però, Grottaglie è quello che ha risentito di più. Prova ne è che lo stabilimento, con 1300 dipendenti e addetto, sin dall’avvio, alla costruzione di due sezioni della fusoliera del Boeing 787, doveva inizialmente ripartire in questo mese, dopo un piano di chiusura collettiva scattato il 9 luglio scorso, e invece riprenderà a lavorare il 20 ottobre.
Ancora per un mese, eccetto le Ingegnerie dove non si registra uno scarico di lavoro, il personale Leonardo dello stabilimento di Grottaglie rimarrà quindi a casa anche se non in cassa integrazione.

La ripartenza post ferie è slittata perché, nella catena produttiva, Boeing ha avuto problemi con un fornitore e la necessità di rilavorare (rework) nel sito americano di Charleston i componenti forniti da quest’ultimo. Di conseguenza, niente spedizioni dal 20 agosto al 26 ottobre per lo stabilimento pugliese. Per Grottaglie, questa frenata si traduce in 8-10 coppie di fusoliera in meno sino a fine 2021, ma il numero esatto si avrà da Boeing in ottobre, una volta finito il rework. “Il punto è capire cosa avverrà l’anno prossimo -spiega ad AGI Davide Sperti di Uilm Taranto- perché, dalle previsioni, il 2022 sarà figlio del 2021 in quanto a carichi di lavoro. E se nel 2021 abbiamo fronteggiato la crisi con misure alternative, come le ferie, pregresse e correnti, la smonetizzazione delle festività che cadevano nella settimana, la formazione professionale e la messa a disposizione di ore di lavoro da parte di tutto il personale Leonardo e della stessa azienda verso la divisione Aerostrutture, l’azienda ci ha già detto che per il 2022 non intende ripercorrere la stessa strada. Ci attendiamo quindi un possibile ricorso agli ammortizzatori sociali”.

Per i sindacati, lo stabilimento di Grottaglie è quello che, rispetto agli altri tre, soffre di più perché è monocomessa (le due sezioni di fusoliera per il Boeing 787) ed ha una forza lavoro “giovane”. “Eccetto Pomigliano, dove c’è un po’ di crisi in più ma non nella misura avvertita a Grottaglie, Nola e Foggia stanno messi meglio perché nei loro piani di lavoro hanno anche il militare, che è un segmento di attività che non ha risentito di crisi e di impatto Covid” spiega Sperti. Inoltre, nell’accordo fatto con i sindacati, Leonardo ha previsto 500 uscite con i prepensionamenti entro gennaio prossimo utilizzando quota 100 e l’articolo 4 della legge Fornero. “Conosceremo le disponibilità da parte dei lavoratori nei prossimi giorni, sinora nessuno è andato via ma questa misura impatterà di più su Pomigliano, dove ci sono le condizioni anagrafiche, e pochissimo, se non niente, a Grottaglie e quindi -osserva l’esponente Uilm- non si può presumere alcun alleggerimento del personale”.

Secondo sindacati e istituzioni, la strada per rilanciare il sito di Grottaglie -che già ad inizio 2021 ha conosciuto un altro periodo di chiusura collettiva e sinora ha prodotto un ridotto numero di fusoliere rispetto al passo pre Covid – sta nella ripresa del mercato dei velivoli ma soprattutto nella diversificazione dello stabilimento che deve superare la monocomittenza Boeing.

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