Brindisi, papà del 19enne ucciso: “Dopo 2 anni non so cosa è successo”

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“Sono passati 2 anni da quando mio figlio è stato ucciso e ancora non si sa come siano andate le cose, chi sia stato e perché”. Così all’agenzia LaPresse Piero Carvone, il papà di Giampiero Carvone, ucciso a colpi di pistola a Brindisi, la notte fra il 9 e il 10 settembre 2019, sotto la sua abitazione, nel rione Perrino. Aveva 19 anni.

“Chiedo e aspetto giustizia”, prosegue il padre che si è fatto tatuare sulla gamba il volto del figlio. “Abbiamo il diritto di sapere cosa è successo quella maledetta notte e non ci fermiamo fino a quando non sarà fatta chiarezza”, conclude. La famiglia del 19enne è rappresentata dall’avvocato Marcello Tamburini del foro di Brindisi. Stando alla ricostruzione della procura, il ragazzo sarebbe stato ammazzato per aver rubato un’auto, il giorno prima, alla persona sbagliata, un uomo residente nel suo quartiere.

Nelle scorse settimane gli agenti della Squadra Mobile hanno notificato un avviso di proroga delle indagini per l’omicidio a uno a dei sei ragazzi di Brindisi, condannati in primo grado per la tentata estorsione ai danni del padre di Carvone, dopo il furto dell’auto. L’indagato è a piede libero.

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