Scuola, a Canosa in chiesa per la benedizione degli zaini

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Giorgia, sette anni cerchietto rosa a fermare i capelli, è arrivata nella chiesa dedicata ai Santi Francesco e Biagio di Canosa di Puglia (Barletta – Andria – Trani) in largo anticipo.

“Non sta nella pelle: è contentissima”, spiega Marianna sua mamma. Con lei c’è anche il fratello maggiore Giovanni, 8 anni pronto a indossare l’abito da chierichetto senza mollare lo zaino. Perché loro assieme ad una altra trentina di bambini sono arrivati in parrocchia non solo per la messa domenicale ma anche per la benedizione degli zainetti. “È ormai una tradizione per la nostra comunità fermata lo scorso anno dall’emergenza sanitaria”, spiega alla Dire don Antonio Turturro che assieme a don Carmine Catalano gestisce la parrocchia.

“Di solito andavamo nelle scuole per mostrare la nostra vicinanza a docenti, alunni e genitori che iniziavano il nuovo anno scolastico – aggiunge il prete – ora le norme anti contagio non lo permettono e allora abbiamo deciso di farlo qui, in chiesa. È un modo per renderci prossimi alla particolare ripartenza segnata, in questo momento storico dal coronavirus”.

Tra i primi banchi della parrocchia che si trova a ridosso della zona antica del paese, i bambini hanno trovato posto assieme ai loro zainetti. C’è chi deve frequentare a partire dalla prossima settimana l’asilo, chi la prima elementare e chi ritrova gli amici di banco perduti a causa della didattica a distanza. “I bambini sono contentissimi perché venire qui con lo zaino diventa un modo per sentirsi parte di una comunità”, continua don Antonio.

La benedizione è avvenuta durante la messa, dopo la preghiera dei fedeli: zaini in alto e acqua santa a “promettere che il Signore li guiderà”, sorride don Antonio. Fedele e Luigi invece hanno donato un loro zaino durante l’offertorio. “Lo lasciamo qui per chi non può comprarselo”, dicono all’unisono. “L’augurio è esteso ai genitori, ai docenti e ai bambini affinché nonostante le difficoltà non perdano mai la speranza di una ripartenza all’insegna della responsabilità, della gioia e del coraggio”, conclude don Antonio.

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