Mafia, Libera: “Al processo di Foggia inspiegabile la mancata costituzione di parte civile del Comune”

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“All’appello delle parti civili costituite si sono fatte sentire due assenze importanti. Quella del Comune di Foggia e quella delle vittime individuate nell’operazione”. È il commento di Daniela Marcone, vicepresidente nazionale di Libera sulla mancata costituzione di parte civile del Comune di Foggia, commissariato per mafia, all’udienza preliminare che si è svolta ieri del processo “Decima Azione Bis” che coinvolge 44 persone, tra cui esponenti della criminalità organizzata foggiana, accusate a vario titolo di estorsioni ed usura a imprenditori di Foggia.

Ieri nel corso dell’udienza nell’aula bunker di Bitonto, in provincia di Bari, si sono costituite parti civili le associazioni Libera e Panunzio, Confindustria Foggia e Confindustria Puglia, il Fai Antiracket Foggia, la Fondazione antiusura Buon Samaritano e la Regione Puglia. Il 4 ottobre prossimo il giudice deciderà se ammettere o meno le parti civili. Nell’inchiesta sono 26 le persone indicate come parti offese: alcune delle quali imprenditori noti del capoluogo dauno. Nessuna di esse si è costituita parte civile.

“Sulla mancata costituzione di parte civile del Comune di Foggia -ha aggiunto Daniela Marcone- sarebbe interessante conoscerne le motivazioni per potersi esprimere, dato il senso alto che la presenza di questa parte civile in particolare avrebbe significato. Circa l’assenza delle vittime, penso che il percorso culturale e sociale sia ancora da compiere, con urgenza, e ci si deve impegnare tutti. Se le parti che hanno subito il danno diretto non hanno reputato opportuno costituirsi in un processo così importante, posso ipotizzare che la percezione di una rete di sicurezza di natura sociale sarebbe auspicabile, per accompagnare questo percorso e le future scelte, limitando i danni determinati dal senso di timore di esporsi, e sgombrerebbe il campo anche da eventuali ‘alibi'”.

“Comunque -ha concluso l’esponente di Libera- sia il Comune di Foggia che le vittime sono ancora in tempo per rivedere la loro posizione e costituirsi parti civili nel processo”.

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