Ecosistema Taranto, il sindaco Melucci: “Avviato laboratorio di coraggio”

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“A Taranto abbiamo realizzato un laboratorio del coraggio: abbiamo abbattuto la barriera psicologica che ci ha impedito per decenni di esprimere idee nuove, e ora siamo in grado di andare verso direzioni inesplorate”. È così che il sindaco Rinaldo Melucci di Taranto è tornato a puntare il dito contro lo stabilimento siderurgico ex Ilva e le sue pesanti ripercussioni nella città, descrivendo il processo in atto come una “rivoluzione urbanistica e sociale”, intervistato dal direttore editoriale di Domus Walter Mariotti durante il talk “Così rinasce la Città dei due mari”, al Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia.

La mostra internazionale ospiterà fino al 26 settembre una esposizione, “Ecosistema Taranto”, dedicata al piano di transizione varato dall’amministrazione comunale, con interventi anche dell’assessore alla Cultura della Regione Puglia, Massimo Bray e del sociologo Domenico De Masi.

Questa città, ha detto Melucci, “dopo 28 secoli di storia legata al mare, ai commerci, alla cultura, si è chiusa per un cinquantennio nell’anfratto di un modello di sviluppo eterodiretto, che non apparteneva alla città. Avevamo bisogno di un modello nuovo, avevamo bisogno di un piano legato agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu e scandito da test di resilienza come i prossimi Giochi del Mediterraneo del 2026, o la Biennale del Mediterraneo presentata recentemente”.

Questo piano, ha concluso, “arriva dal basso” e ha “meritato anche l’attenzione dell’Europa attraverso le risorse dedicate del Just Transition Fund che non potranno essere impiegate per il banale revamping tecnico di un’industria, quella siderurgica, che rischia di non essere più competitiva. L’industria non è una cosa cattiva, ma va resa compatibile con il territorio con il mercato”.

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