Ex Ilva, sindacati: “Nessun passo avanti sui cassintegrati. Si renda gratuito test antigenico per i lavoratori”

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“Nessun concreto passo in avanti ma solo l’ennesimo confronto tra le parti, fatto sicuramente di buoni propositi nelle dichiarazioni, ma con un evidente nulla di fatto. Infatti, non è stata proposta alcuna offerta formativa, non è stata presentata nessuna bozza su cui discutere e nessun riscontro dai competenti Ministeri sulla reale fattività del percorso”. È la valutazione espressa dai sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm sul confronto con la task force lavoro e occupazione della Regione Puglia e col suo coordinatore, Leo Caroli, a proposito della situazione dei dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria, attualmente tutti in cassa integrazione straordinaria a zero ore (sono 1.600 unità, non selezionate per l’assunzione, a novembre 2018, da ArcelorMittal al momento del subentro in azienda).

Per le sigle metalmeccaniche non ci sono novità rispetto all’ultimo confronto del 17 maggio scorso in Regione Puglia sul tema. Fim, Fiom e Uilm dicono di aspettarsi “a partire dalla prossima riunione, non più buoni propositi e intendimenti ma una bozza materiale del progetto che il Sepac si è prefisso su cui lavorare con i Ministeri competenti e tutti i soggetti chiamati in causa”. Questo, si afferma, “per dar reale sollievo a questi lavoratori che di parole e buoni propositi sono ormai stanchi”.

Per le tre federazioni metalmeccaniche, “resta imprescindibile la fattibilità dei progetti, ovvero i progetti devono, per poter essere condivisi ed approvati, quantomeno portare lavoro e salario aggiuntivo ai lavoratori senza compromettere nessuno degli istituti e delle clausole di miglior favore già acquisiti dai lavoratori di Ilva”. Allo stato, invece, dicono le tre organizzazioni, “purtroppo non registriamo nessuna data certa sull’avvio della formazione per tutti i lavoratori interessati, a parte la disponibilità regionale di un impegno finanziario, dalla Comunita’ Europea, pari a 10 milioni di euro finalizzati, che deve rappresentare quantomeno un valore aggiunto all’interno di un progetto di riqualificazione”.

Per i sindacati, “dal 2019 (data dell’ultima politica attiva del Sepac) mancano 10 milioni di euro nelle tasche di questi lavoratori per la mancata formazione del 2020 da realizzarsi con didattica a distanza”. I sindacati evidenzino comunque “la disponibilità della Regione Puglia a continuare il percorso finalizzato alla riqualificazione dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore che non può prescindere dal coinvolgimento del Governo ed in particolar modo dei Ministeri interessati”. Questo, si afferma, per “avere un progetto chiaro e soprattutto esigibile che assegni, ad ognuno dei soggetti chiamati in causa, ulteriori risorse economiche per i lavoratori e ruoli ben definiti”.

D’accordo con i sindacati, “anche la Regione Puglia, così come da tempo Fim, Fiom e Uilm ribadiscono, si è detta disponibile ad assumere future iniziative come i lavori di pubblica utilità senza intaccare minimamente le garanzie contenute nell’accordo del 06/09/2018”. Quest’ultimo è l’accordo stipulato al Mise tra sindacati e ArcelorMittal in cui fu fissato l’organico da assumere da parte della nuova società pari a 10.700 addetti nel gruppo di cui 8.200 a Taranto.

“Fim, Fiom e Uilm hanno ribadito, in linea con quando rivendicato dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil, la necessità di rendere gratuito il test antigenico rapido al fine di non far gravare sui lavoratori il costo del tampone. La direzione aziendale si è resa disponibile a valutare questa possibilità”. Così i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm di Taranto, in una nota, all’indomani dell’incontro con la direzione ex Ilva per affrontare il tema del Green pass.

“A causa della complessità della materia, discussa ampiamente con l’azienda, è stato condiviso un verbale di riunione in cui si è evidenziata la necessità di garantire la normativa su privacy e trasparenza per tutti i dipendenti, oltre a impedire una gestione unilaterale da parte dell’azienda sul controllo dello stesso green pass”, prosegue la nota. “L’azienda procederà alla preventiva raccolta del Green pass attraverso una comunicazione che avverrà con e-mail e/o in forma cartacea, mentre la gestione dei lavoratori che non ne sono in possesso sarà discussa con le organizzazioni sindacali il 7 ottobre”, conclude la nota.

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