Taranto, la denuncia dell’Osapp: “Carcere più sovraffollato d’Italia”

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Che le carceri italiane trabocchino di detenuti, costretti a scontare la loro pena detentiva pigiati come sardine, in condizioni pressoché precarie e indecenti, è oramai un dato notorio a tutti. Non è affatto lo specchio di un Paese che si proclama democratico, in cui impera lo stato di diritto, ma che denota segnali di inciviltà e di non tutela dei diritti umani primari.

La piaga del sovraffollamento è una sorte che tocca alla stragrande maggioranza degli Istituti penitenziari sparsi sullo tutto il territorio italiano. Di qui scaturisce la preoccupazione e l’allarme lanciato dall’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) che torna a tuonare per denunciare la condizione di disagio in cui versa, in particolare, il carcere “Carmelo Magli” di Taranto. Per catalizzare l’attenzione delle istituzioni sulla questione cogente, l’Osapp ha schierato una sua delegazione dinanzi alla Prefettura di Bari per lanciare un appello di denuncia al fine di sollecitare interventi urgenti e smuovere le coscienze sopite.

In segno di protesa, il sindacato degli agenti penitenziari ha consegnato le chiavi delle carceri pugliesi come gesto simbolico polemico. Il messaggio di denuncia, intriso di rabbia, per il lassismo con cui le istituzioni deputate trattano la problematica contingente: “Taranto è il carcere più sovraffollato d’Italia, con 650 detenuti a fronte di una capienza di 350 e, in tutta la Puglia, le strutture penitenziarie ospitano almeno mille detenuti in più, circa 3.800 rispetto alla capienza di 2.700. In questa situazione, c’è una carenza di almeno mille agenti di polizia penitenziaria, costretti a turni massacranti e a continue aggressioni”.

Il monito esternato dal segretario generale aggiunto del sindacato, Pasquale Montesano, è schietto e perentorio: “Consegniamo queste chiavi alla prefetta di Bari perché le consegni al presidente del consiglio Draghi e alla ministra Cartabia. Chiediamo iniziative concrete per dare sostegno alla polizia penitenziaria con un aumento adeguato degli organici.
Non tollereremo ulteriori soprusi nei confronti degli agenti”.

“Consegniamo simbolicamente le chiavi perché nelle carceri rischiamo la vita tutti i giorni ma nessuno, politica e istituzioni, risponde alle nostre continue richieste di aiuto”, ribadisce e rincara la dose il segretario regionale Ruggiero Damato.

In conclusione del suo intervento il segretario Montesano spinge oltre la portata provocatoria della sua denuncia e, inasprendo i toni, minaccia battaglia. Ci adopereremo per indire “una manifestazione eclatante con uno sciopero bianco e il blocco dei servizi – annuncia laconico il portavoce Osapp -. Renderemo le carceri invivibili se non ci daranno ascolto”.

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