Operaio e delegato sindacale Cgil della Saicaf di Bari licenziato. Il giudice ordina il reintegro

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“Credo che le aziende debbano insegnare il rispetto per le regole e non l’arroganza e la prevaricazione”. Sono le parole di Massimo Filograno, delegato sindacale della Flai Cgil Bari (categoria dei lavoratori dell’agroindustria), licenziato dalla Saicaf, azienda italiana con sede a Bari specializzata nella produzione del caffè e reintegrato dal giudice del Lavoro.

Nell’agosto 2020 l’azienda ha licenziato il delegato sindacale “con un provvedimento che da subito è apparso capzioso e pretestuoso, perché basato su elementi che il giudice del lavoro nella sentenza di rigetto del licenziamento e reintegro nel posto di lavoro, ha respinto in toto”.

“Nei mesi successivi -dichiara Anna Lepore, segretaria generale Flai Cgil Bari- lo scontro si è fatto sempre più aspro fino ad arrivare al licenziamento del nostro Rsu al culmine di una sequela di provvedimenti disciplinari finalizzati a indebolirne il ruolo”. “L’immediato reintegro del lavoratore nel suo posto di lavoro conferma quanto da sempre asserito dalla Flai Cgil che non ha mai messo in dubbio l’evidente motivazione punitiva nei confronti del lavoratore che si era esposto in prima persona nell’attività sindacale in difesa dei suoi colleghi e dei loro posti di lavoro all’interno di un’azienda che ha rappresentato un pezzo di storia del mondo produttivo barese e pugliese”, spiega l’avvocato Enzo Augusto.

Per Gigia Bucci, segretaria generale Cgil Bari, “la vittoria di questa ennesima battaglia è la dimostrazione che il sindacato è vivo, è presente, è sempre al fianco dei lavoratori tutti”.

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