Ex Ilva: al via a Taranto gli incontri sulla rotazione della cassa integrazione

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Cominciano giovedì, dalle aree ghisa e acciaieria, gli incontri di area tra Acciaierie d’Italia, ex Ilva, e sindacati metalmeccanici per discutere della rotazione della cassa integrazione ordinaria nello stabilimento di Taranto. Cassa, questa, scattata dal 27 settembre scorso. Durerà 13 settimane e riguarderà un numero massimo di 3.500 dipendenti diretti.

Prima di questa tornata di cassa, ve ne sono già state diverse altre tra ordinaria, Covid e post Covid. Gli incontri per la rotazione della cig proseguiranno venerdì 8 con l’area laminazione, quindi si riprenderà mercoledì 13 ottobre con le manutenzioni, enti centrali e staff e infine con logistica, magazzini, energia e qualità.

“Non abbiamo firmato come Fim Cisl il verbale, diversamente da quanto fatto da Fiom Cgil e da Uilm, perché alcune nostre richieste, nuovamente rilanciate all’azienda, non sono state accolte – spiega ad AGI Vincenzo La Neve dei metalmeccanici Cisl -. E in particolare ci riferiamo all’integrazione economica della cassa integrazione da parte dell’azienda e alla rotazione tra cassa integrazione e lavoro, rotazione che abbiamo chiesto che sia bisettimanale per consentire ai lavoratori di maturare le altre “voci” retributive. Su entrambe Acciaierie d’Italia ha detto no”.

L’integrazione economica della cig è stata ripetutamente richiesta delle sigle metalmeccaniche per consentire ai dipendenti ex Ilva di attenuare i disagi economici dall’essere cassintegrati. Una condizione che per molti significa una retribuzione tra le 850 e le 900 euro mensili. “Una integrazione che riteniamo fondamentale -conclude La Neve- tanto più che l’ad Lucia Morselli nell’ultimo incontro ci ha detto che i livelli di cig rimarranno costanti anche nel prossimo anno”.

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