La droga che da Taranto partiva per i comuni della provincia. Arrestate 16 persone, tra gli spacciatori anche un 14enne

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Sono nate dall’incendio dell’auto di Mario Infante, 35enne, pregiudicato di Palagiano, in provincia di Taranto che avrebbe assunto una posizione influente nell’ambito dello spaccio di stupefacenti nell’area jonica, suscitando la reazione dei gruppi concorrenti, le indagini che hanno portato stamane all’operazione antidroga ‘The Transporter’, compiuta dai carabinieri nei comuni di Massafra, Palagiano , Statte e Taranto.

All’alba, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Taranto, i militari di differenti articolazioni del Comando provinciale jonico, di due unità antidroga del Nucleo Cinofili di Modugno e con il supporto di un velivolo del 6° Elinucleo di Bari Palese, hanno eseguito 16 misure cautelari, di cui 13 in carcere e 3 agli arresti domiciliari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di stupefacenti e di detenzione e porto abusivo di armi da sparo.

In un caso i pusher avrebbero coinvolto nello spaccio un ragazzino di 14 anni, non imputabile. Il nome dell’indagine deriva dai compiti dell’indagato G.C., 27enne, specializzato nel ritiro e trasporto della droga da Taranto a Massafra. Le attività delittuose sarebbero ruotate attorno alla figura di vertice di Tito Mele, 22enne, massafrese, che avvalendosi di una fitta rete di fidati pusher, si approvvigionava di droga nella città di Taranto per poi rivenderla al dettaglio nei comuni di Massafra, Palagiano, Palagianello e Statte, riscuotendo dalla vendita lucrosi guadagni.

L’indagine, condotta dai carabinieri di Massafra dal novembre 2018 al novembre 2019, sotto la direzione della Procura della Repubblica jonica, sia con metodi d’investigazione tradizionali, sia tramite attività tecniche, ha disarticolato diverse ‘cellule’ di persone dedite allo spaccio di stupefacenti specializzate nel recupero dei debiti non saldati da clienti ‘insolventi’ con metodi violenti e minacce di morte; di documentare la compravendita di un’arma da sparo con munizionamento fra 2 indagati (non recuperata); di arrestare in flagrante 4 degli indagati; di sequestrare 150 grammi di cocaina, 200 grammi di hashish e diverse dosi di marijuana; di accertare che gli appartenenti al gruppo utilizzavano un linguaggio criptico convenzionale e si spostavano, anche in orari notturni, avvalendosi di diversi veicoli condotti da persone a loro vicine e coinvolgendo in un caso anche un minore di anni 14, non imputabile.

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