Sanità, ripresa a Taranto l’Unità terapia intensiva neonatale

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Dopo una sospensione durata circa un paio di mesi, col trasferimento dei neonati in stato di necessità a Bari, ha riaperto oggi a Taranto l’Unita di terapia intensiva neonatale nell’ospedale Santissima Annunziata.

Il servizio era stato sospeso per mancanza di medici, carenza a cui ora si è ovviato. Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha dichiarato che “la riapertura dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale “SS. Annunziata”, grazie all’impegno della Regione Puglia, ai lavori di ristrutturazione disposti dall’Asl e all’arrivo della dottoressa Lucrezia De Cosmo e del professor Federico Schettini, segna il ritorno di un servizio essenziale per la comunità”.

Per il sindaco di Taranto, “le soluzioni individuate consentiranno all’UTIN di esercitare regolarmente le sue funzioni, indispensabili in un ospedale di secondo livello come il “SS. Annunziata” consolidando l’offerta sanitaria della città”.

Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a proposito dell’Unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Taranto, “il reparto e’ stato completamente riorganizzato e dotato delle più moderne attrezzature. Durante tutta questa estate, c’è stato un grande lavoro da parte mia e di Pier Luigi Lopalco per far arrivare qui nuovi medici dopo il pensionamento del primario”.

“Adesso -ha aggiunto Emiliano- l’organico è stato ripristinato grazie al grande aiuto del professor Nicola Laforgia, del Policlinico di Bari, che, in uno spirito di collaborazione ampia, ci ha consentito di disporre di alcuni dei suoi professionisti per dare una mano a Taranto”. Per Emiliano, “rimane il fatto che per errori di programmazione di anni e anni fa, l’Italia oggi ha pochi medici e se li contende come se fossero diventati giocatori di calcio. Nel reparto ora c’è grande entusiasmo e voglia di veder crescere questi splendidi bimbi”.

Parlando di reparto fondamentale, l’assessore alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, ha detto che “il punto nascita di Taranto raggiunge quasi 2000 parti l’anno, è uno dei più grandi del Meridione, il secondo in Puglia. Significa che un punto nascita così importante ha bisogno di’ un supporto come la terapia intensiva neonatale di questo livello”. “Ci sono 20 culle con le più moderne attrezzature -ha detto Lopalco- che servono a dare maggiore tranquillità alle donne che partoriscono non solo in questo ospedale ma in tutta l’area tarantina. Quindi ben venga questa riattivazione alla luce delle più moderne tecnologie

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