Inchiesta su ex Ilva, sette associazioni faranno sit-in davanti al tribunale

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“Alla luce delle indagini della procura di Potenza che evidenziano l’esistenza di uno schema di pressioni illecite e corruttive nella gestione della vicenda ex Ilva, ci rivolgiamo con forza alla procura della repubblica di Taranto per chiedere la revoca della facoltà d’uso di tutti gli impianti dell’area a caldo. Chiediamo altresì la definitiva chiusura degli impianti inquinanti, tutt’ora in funzione, benché sottoposti a sequestro sin dal 2012 per la loro pericolosità, e per questo organizziamo un sit-in davanti al tribunale il 14 ottobre, con inizio alle 11”. Così sette associazioni che hanno sede a Taranto e che da anni sono attive nella lotta contro l’inquinamento, con riferimento agli ultimi sviluppi dell’inchiesta dei pm di Potenza sull’ex Ilva di Taranto e sulla figura dell’ex procuratore capo della città ionica, Carlo Maria Capristo e sull’ex commissario Enrico Laghi, entrambi accusati di corruzione in atti giudiziari.

Laghi è stato posto ai domiciliari il 27 settembre scorso. L’appello è firmato dai rappresentanti di Giustizia per Taranto, Taranto Respira, Legamjonici, Peacelink, Hermes Academy, Progentes, Una strada diversa ed Europa Verde Taranto, ed è stato lanciato sui social. “Quando fu concessa la facoltà d’uso dell’altoforno 4, dopo la morte di Giacomo Campo, vi erano, a Taranto, un procuratore Capo, Carlo Maria Capristo, e un commissario dell’Ilva in amministrazione straordinaria, Enrico Laghi. Entrambi, oggi, sono accusati di aver agito, contrariamente ai loro doveri, in favore dell’immediato dissequestro degli impianti”, si legge nella nota delle associazioni. “In questi anni nulla è cambiato: in Ilva, gli incidenti sono all’ordine del giorno. Di Ilva, a Taranto, ci si continua ad ammalare e si continua a morire”, proseguono.

“I decisori politici prendano atto che, oltre agli sconcertanti scenari che emergono dalle vicende giudiziarie, non ci sono motivi sanitari, ambientali, economici e tecnici per proseguire con questo stillicidio. Chiediamo giustizia per i cittadini di Taranto e del mondo”, concludono.

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