Leonardo, la Fim Cisl assicura: “L’azienda sta lavorando a nuovi programmi per Grottaglie”

100 Visite

Da inizio 2020, per lo stabilimento Leonardo di Grottaglie (Taranto), che appartiene alla divisione Aerostrutture insieme a Foggia, Pomigliano D’Arco e Nola, “è partito un percorso di diversificazione dei prodotti” che consiste nel “bilanciamento con programmi militari ed identificazione di nuove iniziative non limitate al mondo aerospazio e difesa”.

Lo dicono Michele Tamburrano e Michele Sellaro della Fim Cisl dopo l’incontro di oggi con l’azienda che ha riguardato l’intera divisione Aerostrutture per la quale si prospetta la cassa integrazione nel 2022 a causa dello scarico di lavoro, seppure con un impatto diverso da sito a sito. Al “già ben noto civile del 787”, dice la Fim Cisl a proposito della attuale produzione di Grottaglie (due sezioni di fusoliera del Boeing 787) “verrà affiancato il progetto militare. Il processo in corso di diversificazione, culminato con l’acquisizione di un programma militare sul sito di Grottaglie e le nuove opportunità, potranno garantire -sostiene ancora la Fim- un riequilibrio dei carichi di lavoro a partire dal 2024, confermandone le capacità distintive nel campo di assiemi complessi in composito, nella ipotesi comunque necessaria di un recupero dei livelli produttivi del 787”.

Tamburrano e Sellaro avvertono però che “gli impatti positivi derivanti dalle nuove iniziative, potranno dare effetti solo a partire dal 2024. I livelli di saturazione del biennio 2022-2023 restano fortemente influenzati dalla risalita dei livelli produttivi legati al programma Boeing 787 – sottolinea la Fim – e le ipotesi alla base dell’analisi attuale dei carichi confermano un significativo vuoto lavoro nel 2022”.

Per il sindacato, “il calo produttivo potrebbe interessare anche Leonardo Logistic (ex Fata) che eventualmente utilizzerà gli stessi strumenti di gestione ponendo un’attenzione ai contratti di somministrazione in scadenza e che si proverà a salvaguardare”. La Fim sostiene che “chiaramente la cassa integrazione, il cui utilizzo è stato dato per scontato nell’incontro, è uno strumento da utilizzare nel transitorio che va gestito con cautela. Riteniamo utile e necessario -rileva la Fim- dapprima utilizzare tutti quegli istituti già utilizzati nell’anno in corso (ferie solidali, formazione, prestiti e quant’altro) per fronteggiare l’emergenza e solo in ultima istanza ricorrere all’uso dell’ammortizzatore sociale”.

La Fim-Cisl, infine, ritiene “positiva l’apertura aziendale a produrre uno sforzo economico per integrare la cig al fine di ridurre al minimo la perdita salariale dei lavoratori”.

Promo