Aveva un’arma illegale con cui si difese da un agguato mafioso, condanna di 5 anni al boss Roberto Sinesi

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Roberto Sinesi, 59 anni, uno dei capi storici della mafia foggiana è stato condannato in corte d’Appello di Bari a 5 anni di reclusione per porto e detenzione illegale di una pistola calibro 9 aggravato dalla mafiosità, con cui si difese sparando ai tre sicari (rimasti sconosciuti) che il sei settembre 2016 cercarono di ucciderlo sotto casa.

Nell’agguato il boss fu colpito ad una spalla e rimase ferito anche il nipotino di quattro anni che era in auto con lui. I giudici della prima sezione della Corte d’Appello di Bari hanno confermato anche la condanna ad un anno e otto mesi, pena sospesa, di Alfredo Terlizzi 50 anni di Lucera poliziotto penitenziario in servizio al Carcere di Foggia, che durante il piantonamento di Sintesi in ospedale avrebbe ricevuto le confidenze da quest’ultimo sul fatto che il giorno dell’agguato girasse armato e avesse risposto al fuoco dei killer.

L’agente di custodia risponde di omessa denuda da parte di un pubblico ufficiale e favoreggiamento nei confronti di Sinesi. I due imputati si dichiarano innocenti. Sinesi tre giorni dopo il suo agguato mentre era ricoverato in ospedale, fu arrestato dalla squadra mobile per una inchiesta sul racket delle estorsioni.

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