Sindaco di Barletta sfiduciato, “Da domani la città commissariata per 8 mesi”

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“Chiedo scusa a tutti ma non sono riuscito a trattenere la commozione”. Così il sindaco di Barletta, Mino Cannito, sfiduciato da 18 consiglieri comunali, nel pomeriggio di oggi ha salutato la sua città dopo tre anni. Cannito si era già dimesso il 27 settembre scorso dopo tensioni nella coalizione di governo. “É stato un onore per me e per la mia famiglia essere stato sindaco al servizio dei bisogni dei cittadini”, ha detto con la voce rotta dall’emozione.

“Chiedo scusa se a volte non sono stato all’altezza della situazione e vi chiedo anche scusa per questa ferita inferta alla città: da domani Barletta sarà consegnata a un commissario per 8 mesi”, ha aggiunto parlando con i giornalisti dopo aver lasciato l’aula del consiglio comunale.

“Mi sarebbe piaciuto continuare a fare il sindaco, ma in democrazia contano i numeri, riprenderò a fare il medico”, ha detto ancora. “Credo di aver agito sempre in buona fede. Non è stato facile amministrare durante il Covid, ho anche subito minacce di morte per le quali ho anche avuto l’attenzione delle forze dell’ordine. Non mi sento sconfitto, ma amareggiato perché ci sono persone che non sono libere e che continuano a subire situazioni che sinceramente non ho ancora capito. Avrei voluto chiedere: scusate ma perché avete firmato quella mozione di sfiducia? Credo che questa risposta non avrebbero potuto e saputo darla. C’è chi è in grado di determinare le scelte politiche di questa città. Si deve sapere che non è stata l’opposizione a mandarmi a casa. Ma c’è stato il manovratore che ha deciso”, ha concluso.

 

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