Disastro ferroviario tra Andria e Corato, al processo ascoltato l’ex assessore regionale Giannini come teste

226 Visite

La Regione Puglia aveva destinato a Ferrotramviaria, prima dell’incidente ferroviario del 12 luglio 2016, circa 20 milioni di euro degli 83 complessivamente stanziati per la messa in sicurezza delle reti regionali. Erano infatti andati a gara nella primavera 2016 i lavori per il raddoppio della linea su cui poi è avvenuto l’incidente che, nello scontro tra due treni sulla tratta a binario unico tra Andria e Corato, causò la morte di 23 persone e il ferimento di altri 51 passeggeri. Lo avrebbe confermato l’ex assessore regionale ai Traporti Gianni Giannini, sentito come teste nel processo in corso a Trani sul disastro ferroviario.

L’allora assessore Giannini è stato citato perché la Regione, proprietaria della linea, aveva con Ferrotramviaria -come con le altre società di trasporto ferroviario pugliesi- un contratto di servizio. Oltre Giannini è stato sentito anche l’ingegnere Pio Fabietti, funzionario di Ferrotramviaria. Entrambi hanno confermato che la società aveva anche presentato un progetto per realizzare il sistema europeo del Sistema di controllo marcia treno (Scmt), che tuttavia sarebbe stato realizzato con l’ammodernamento complessivo della linea i cui lavori ancora non erano cominciati.

Nella prossima udienza del 28 ottobre sarà sentito un militare della Guardia di Finanza che ha fatto le verifiche proprio sui finanziamenti destinati a Ferrotramviaria per la messa in sicurezza della linea.

Nel processo sono imputate la società Ferrotramviaria e 17 persone fisiche, tra dipendenti e dirigenti dell’azienda, dirigenti del Ministero dei Trasporti e dell’Ustif, accusati a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Sono costituite come parti civili la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, associazioni e familiari delle vittime.

Promo