“Indagare sulle cause di inquinamento del Mar Piccolo di Taranto”, l’appello di Rosa D’Amato

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“Ho deciso di presentare un esposto assieme a cittadini e associazioni, affinché la magistratura accerti eventuali responsabilità quantomeno per omissioni di atti di ufficio, omesse bonifiche e contaminazione di sostanze alimentari relativamente alla situazione del mar Piccolo di Taranto”. Lo rende noto l’eurodeputata Rosa D’Amato (Greens) a margine della conferenza stampa che si è tenuta ieri a Taranto e a cui hanno partecipato anche l’attivista Luciano Manna e l’ingegnere ambientale Bartolomeo Lucarelli.

“Abbiamo incrociato -spiega D’Amato- dati delle concentrazioni di metalli pesanti contaminanti, degli studi promossi dalla commissaria uscente Corbelli, coi rilievi dell’Arpa e quelli dell’Asl, sui mitili e sia su matrice acqua e sedimenti e i risultati sono a livelli preoccupanti. Per rendere meglio il concetto, un’analisi dell’agosto 2021, effettuata su un campione prelevato da cozza adulta nel primo seno del mar Piccolo, ha rilevato un valore di diossine quasi tre volte superiore al limite di legge”.

L’eurodeputata fa presente che “la contaminazione è nota da tempo e gli enti responsabili non hanno fatto nulla per mitigare il rischio e per accertare le origini dell’inquinamento. La commissaria Corbelli aveva cominciato a produrre documentazioni e proporre azioni, ma adesso di nuovo tutto è fermo, e il lavoro fatto finora è stato azzerato, in attesa del nuovo commissario. Taranto non può permettersi di far morire anche la mitilicoltura e l’acquacoltura. Occorre far ritornare il mar Piccolo -conclude- quale centro di sviluppo di questi settori”.

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