Tangenti al Comune di Foggia, l’ex presidente Iaccarino: “In Consiglio comunale solo sceneggiate. Si decideva tutto con messaggini”

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“Abbiamo bisogno di ulteriori approfondimenti, stava a significare che se un accapo era interessante e si doveva riscuotere la tangente: Sindaco se non ci dai le garanzie questo non te lo voto”. È quanto sostenuto da Leonardo Iaccarino ex presidente del consiglio comunale, arresto (ora tornato libero) il 30 aprile con le accuse di corruzione, tentata induzione indebita e peculato, nel corso dell’incidente probatorio di sabato 9 ottobre.

Iaccarino, ritenuto uno dei principali accusatori dell’ex primo cittadino, Franco Landella (Lega) a sua volta arrestato il 21 maggio (ora libero) per corruzione e tentata concussione, ha parlato di “sceneggiate” rispondendo alle domande del pm, Roberta Bray, sulle indicazioni di voto in Consiglio comunale a Foggia,. L’ex presidente del Consiglio comunale ha sostenuto che, “non funzionava la tecnica del pre-Consiglio Comunale -si legge nei verbali dell’incidente probatorio- piuttosto funzionava la tecnica del messaggino dell’incontro o della telefonata che poteva partire, anzi partiva sempre da Consalvo Di Pasqua (ex consigliere comunale di maggioranza, indagato).

Era lui che comunque aveva informazioni dirette da parte del Sindaco e diceva: ‘Questa cosa si vota, questa la rinviamo, quest’altra lasciamo stare e non se ne parla più’. Quindi queste le modalità per le quali si approvava o meno un accapo in Consiglio Comunale, tutto il resto erano tutte sceneggiate”, conclude. Nel pomeriggio Iaccarino tornerà in corte d’Assise a Foggia per il controesame della difesa.

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