Non prese tangenti, confermata in appello l’assoluzione per Sergio Povia già sindaco di Gioia del Colle

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La Corte di Appello di Bari ha confermato le assoluzioni “perché il fatto non sussiste” di tutti gli imputati, fra i quali l’ex sindaco di Gioia del Colle, Sergio Povia, accusati di una presunta tangente da 100 mila euro pagata da un imprenditore locale per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari. Nell’ambito di questa vicenda, nel febbraio 2015, gli imputati furono arrestati.

Povia trascorse 5 giorni in carcere e più di un mese agli arresti domiciliari, oltre a dimettersi dalla carica di sindaco. “Dopo quasi sette anni -dichiara l’avvocato Michele Laforgia, difensore dell’ex sindaco con il collega Gianni Orfino- speriamo di aver messo la parola fine al calvario giudiziario di Sergio Povia, arrestato quando era sindaco di Gioia del Colle per fatti che non sussistono. La carica pubblica e il tempo non possono essergli restituiti, l’onore politico e la reputazione personale, almeno, sì”.

Oltre Povia, sono state confermate anche le assoluzioni, decise in primo grado con rito abbreviato nel settembre 2017, dell’allora responsabile dell’ufficio tecnico comunale Rocco Plantamura, difeso da Andrea Melpignano e Beppe Montebruno, dei commercialisti Antonio Martielli e Nicola Bruno, difesi da Alessio Carlucci e Filippo Bottalico.

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