Omicidio Lippolis in Montenegro, Cassazione conferma 4 condanne per gli imputati di Mesagne

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La Cassazione ha respinto i ricorsi presentati dai difensori dei 4 imputati di Mesagne (Brindisi) nel processo con rito abbreviato sull’omicidio di Nicolai Lippolis, scomparso a Bar, in Montenegro, nel 1998, i cui resti sono stati identificati in seguito a una perizia genetica.

Diventano, quindi, definitive le condanne inflitte nel processo d’appello bis dalla Corte d’Assise di Taranto a 30 anni di reclusione per Emanuele Guarini e Antonio Epicoco, 47enni, venti anni di reclusione per Marcello Cincinnato, 54enne, e undici anni per Tommaso Belfiore, collaboratore di giustizia.

Tutti sono accusati di omicidio di stampo mafioso, maturato ed eseguito nelle logiche interne della Sacra corona unita, il sodalizio attivo tra le province di Brindisi e Lecce, aggravato dalla premeditazione. A Cincinnato è stato contestato il ruolo di mandante dell’omicidio eseguito a colpi di piccone e arma da fuoco, perché Lippolis -stando alla ricostruzione dei fatti- spacciava droga senza il consenso del sodalizio e aveva rubato un’auto, un’Audi 80, di Cincinnato. I resti scheletrici, sui quali venne eseguito il test del Dna furono trovati sotto un ponte, a Bar, il 7 ottobre 2009. Guarini, Epicoco e Cincinnato furono destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere il 14 ottobre 2013 e tornarono in libertà il 19 aprile 2018 per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare. Belfiore tornò in libertà precedentemente.

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