Associazione anti-scorie: “Escludere aree di Puglia e Basilicata per deposito nazionale”

125 Visite

Il 26 ottobre, al seminario nazionale sul deposito nazionale nucleare, si tiene la sessione dedicata alla Basilicata e alla PUGLIA. Nel territorio appulo-lucano sono stati individuati in tutto 17 luoghi inseriti dalla Sogin nella carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a collocare il deposito nazionale e il parco scientifico e tecnologico. Le due Regioni e i comitati hanno presentato le osservazioni, ritenendo tutti i luoghi selezionati ”non idonei” e ne hanno chiesto l’esclusione dalla carta (Cnapi).

Una richiesta ribadita dall’associazione ”ScanZiamo le scorie”, nata nel 2003 a Scanzano Jonico, in provincia di Matera, per impedire la realizzazione del deposito nazionale nelle cave di salgemma di Terzo Cavone.

”È importante non abbassare la guardia contro la discarica nazionale dei rifiuti radioattivi -afferma l’associazione- ricordiamo che anche in Basilicata ci sono le aree potenzialmente idonee che potrebbero essere interessate dalla costruzione del deposito. Dai giorni di Scanzano del novembre 2003, i volontari dell’associazione antinucleare ScanZiamo le scorie continuano a tenere l’attenzione sull’argomento, consapevoli che il pericolo è sempre stato dietro l’angolo. In questa fase consultiva gestita dalla Sogin abbiamo presentato valide motivazioni tecniche e scientifiche con le quali si dimostra che il territorio della Basilicata e della Puglia non è idoneo ad ospitare rifiuti radioattivi che attualmente sono presenti per l’80% in siti già nuclearizzati del nord. Sarebbe la morte sociale ed economica delle nostre economie locali agricole e turistiche”.

Quindi l’invito del portavoce Pasquale Stigliani a far sentire la voce di ”tutte le rappresentanze Istituzionali, produttive, ambientali e sindacali” per ottenere l’esclusione.

Promo