Xylella, in Puglia 3400 ettari reimpiantati con ulivi resistenti. Coldiretti Lecce: “Liberalizzare tutte le pratiche agronomiche”

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Sono 386mila gli ulivi resistenti alla xylella e piantati in Salento sui 3.400 ettari interessati dalla rigenerazione. Lo rende noto Coldiretti Puglia precisando però che si tratta di “numeri troppo bassi che impongono una strategia condivisa per accelerare la ricostruzione e superare gli ostacoli burocratici e i vincoli paesaggistici e ridare il futuro alla più grande fabbrica green del Sud Italia”. I dati sono stati forniti in occasione del tavolo di coordinamento convocato a Lecce dall’assessore regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia.

Per l’Osservatorio fitosanitario regionale su 1.220 ettari sono stati piantati ulivi della varietà Leccino mentre su 2.170 ettari 226.000 piante di ulivo FS17. “Facciamo un appello accorato ai ministri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e dei Beni culturali perché comprendano le ragioni del mondo agricolo che ha bisogno di ripartire e riappropriarsi del proprio futuro imprenditoriale”, ha detto Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Lecce, secondo cui “resta la vitale necessità di liberalizzare tutte le pratiche agronomiche, non condizionando i reimpianti alle sole specie olivicole resistenti per non vanificare progettualità e finanziamenti per la diversificazione delle filiere agroalimentari e la rigenerazione del Salento”.

La liberalizzazione dei reimpianti con l’adeguata diversificazione colturale è un passaggio fondamentale -aggiunge Coldiretti Puglia- per una ricostruzione efficace dal punto di vista economico e paesaggistico, puntando anche su altre varietà tipicamente mediterranee “perché bisogna ridare agli agricoltori le chiavi delle loro aziende e il loro futuro”.

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