Ex Ilva, i fondi per il risanamento potrebbero ingolosire la mafia. L’allarme del procuratore di Taranto Maurizio Carbone

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“Da parte nostra c’è massima attenzione sul rischio di infiltrazioni criminali sull’utilizzo degli ingenti fondi che arriveranno dall’Europa per il risanamento dello stabilimento Ilva. C’è grande preoccupazione per impedire che vengano solleticati gli appetiti di gruppi criminali”. Lo ha detto il procuratore facente funzione di Taranto, Maurizio Carbone, audito dalla Commissione di inchiesta sulla criminalità organizzata del Consiglio regionale della Puglia che ha convocato una seduta con i procuratori di Lecce, Taranto e Brindisi e i prefetti delle tre province.

Il procuratore di Brindisi, Antonio De Donno, ha posto invece l’accento sul rischio che “la riconversione industriale porti a uno stravolgimento del mondo del lavoro”, con ricadute occupazionali molto importanti. Su Brindisi, inoltre, è stato evidenziato il fenomeno delle “infiltrazioni criminali nel settori turistico-alberghiero e della ristorazione”.

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