Banca Popolare di Bari, processo agli Jacobini. Il Procuratore replica agli avvocati difensori: “Gli imputati sapevano di operazioni sospette”

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“Da segnalazioni di operazioni sospette” di cui la Procura è in possesso emerge, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, “che gli imputati avevano pienamente la possibilità di pagare i diritti per fare copia degli atti”. Lo ha dichiarato il procuratore di Bari Roberto Rossi, replicando ai difensori di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex condirettore generale della Banca popolare di Bari, accusati di aver falsificato i bilanci e i prospetti della banca, e di aver ostacolato l’attività di vigilanza di Bankitalia e Consob.

I legali dei due imputati nella scorsa udienza del processo avevano eccepito la nullità del decreto di giudizio immediato ritenendo che, prima dell’inizio del processo, sia stato leso il diritto di difesa perché, tra le altre questioni, gli imputati avrebbero dovuto pagare circa 30mila euro di diritti di segreteria per avere copia dei 92 dvd contenenti i file audio delle intercettazioni. Denaro del quale, in quel momento, non disponevano.

Oggi nell’aula allestita nella Fiera del Levante di Bari, il procuratore Roberto Rossi, intervenuto direttamente all’udienza accanto ai sostituti Savina Toscani e Federico Perrone Capano, ha replicato contestando l’eccezione. I giudici si sono riservati e hanno rinviato la decisione all’udienza del 18 novembre.

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