Taranto, chiese deturpate nella notte per contestare la bocciatura del ddl Zan

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La proposta politica Ddl Zan contro gli stigmi legati all’omotransfobia ha tenuto banco in questi ultimi giorni in tutta Italia, catalizzando l’attenzione e lo spirito polemico degli addetti ai lavori e di una larga fetta di popolazione. Una tematica quella dei diritti negati e violati delle persone di diverso orientamento sessuale e identità di genere che solletica gli umori di molti.

Insomma, la cassazione del famigerato disegno di legge, che porta il nome del parlamentare del Pd, Alessandro Zan, ha suscitato un vespaio polemico, facendo inalberare la platea di coloro i quali parteggiano per la libera scelta della componente Lgbtq. A due giorni dalla bocciatura in Senato del ddl Zan, gli animi si sono surriscaldati e, come di sovente, alcune frange ribelli sfogano il loro malcontento oltrepassando il limite della legalità. Tra le molte città italiane, anche Taranto è stata interessata dalla ondata polemica nonché dagli atti di vandalismo come forma di contestazione per l’affossamento della misura di legge. Nella mattinata odierna sono state prese d’assalto alcune chiese del capoluogo jonico, viste come simbolo di dissenso rispetto al disegno di legge “libertario”, deturpate nella notte scorsa con giganti scritte pro ddl Zan.

A farne le spese la chiesa monumento di Taranto, la concattedrale Gran Madre di Dio, dal genio artistico di Giò Ponti, imbrattata dall’azione rabbiosa di un writer che dotato di spray nero alla mano ha lasciato il suo messaggio di protesta apparso sulla facciata del luogo di culto tarantino. Altra chiesa fatta oggetto della contestazione collettiva, è stata Santa Maria del Galeso al quartiere Paolo VI di Taranto, anche qui sulla facciata esterna è apparsa una scritta a lettere cubitali: “Ddl Zan la lotta Papa”.
Pronta la reazione da parte dell’amministrazione Melucci, che ha duramente condannato gli atti di vandalismo, provvedendo immediatamente alla rimozione delle scritte dalle facciate delle due chiese di Taranto.

In rappresentanza dell’amministrazione comunale, la voce austera dell’assessore al Patrimonio del Comune di Taranto, Francesca Viggiano, che, tramite un video divulgato su Facebook, ha espresso il suo pieno disappunto e quello dell’intera Giunta: “Chi vandalizza, chi non rispetta i beni comuni non crea dibattito politico, non costruisce la cultura del nostro Paese. Le piazze, le associazioni, i circoli e, soprattutto il Parlamento – ha puntualizzato l’assessore -, sono le sedi deputate a dialogare e ad abbattere le barriere delle discriminazioni. Chi ha vandalizzato la facciata della concattedrale, subito ripulita, non lotta contro le discriminazioni, non può essere e non è un illuminato, ma dimostra di avere il Medioevo nel proprio cervello”.

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