Addio al chirurgo Alessandro Caroli, nato a Taranto era considerato il “mago della mano”

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Il chirurgo Alessandro Caroli, che si era guadagnato la definizione di “mago della mano”, è morto domenica 31 ottobre all’Ospedale Civile di Baggiovara a Modena all’età di 88 anni. Nato a Taranto nel 1933, dopo la laurea in medicina e chirurgia, conseguita presso l’Università di Modena, Caroli era entrato nel 1961 come assistente presso la Clinica Ortopedica e Traumatologica del Policlinico di Modena. Fu uno degli allievi prediletti del professore Augusto Bonola (1906-1976) fondatore della grande scuola di Ortopedia, Traumatologia e Chirurgia della Mano e cofondatore della Società Italiana di Chirurgia della Mano, che riconobbe da subito il suo grande talento chirurgico.

Caroli conseguì nel 1972 sia la libera docenza sia l’idoneità da primario: per anni fu considerato il traumatologo più completo presente all’interno della Clinica Ortopedica e Traumatologica di Modena, in grado di trattare qualsiasi tipo di frattura. La sua grande passione, trasmessa a Caroli da Bonola, fu però la chirurgia della mano e nel 1981 divenne professore presso l’Ateneo modenese con la titolarità della cattedra di chirurgia della mano.

Nel 1985 venne aperto il Reparto Autonomo di Chirurgia della Mano del Policlinico di Modena del quale il professor Caroli fu il primo direttore e, nel biennio 1986-87, ricoprì la carica di presidente della Società Italiana di Chirurgia della Mano. Per il professor Caroli questi furono anni di intensa attività chirurgica e scientifica, caratterizzati dalla pubblicazione di numerosi lavori sulle principali riviste nazionali e internazionali e dalla partecipazione a innumerevoli congressi sia in Italia che all’estero.

Nel 1989 organizzò il primo Congresso europeo di chirurgia della mano a Taranto, sua città natale, che vide per la prima volta riunirsi i migliori chirurghi della mano europei. Nel 1990 fu l’artefice della nascita della Federazione europea di chirurgia della mano. Nel 1997, raggiunta l’età pensionabile, lasciò il Reparto di Chirurgia della Mano del Policlinico di Modena, continuando tuttavia la sua attività presso la Clinica Hesperia Hospital di Modena in qualità di direttore scientifico del Centro di Chirurgia della Mano e continuando a svolgere attività chirurgica per altri vent’anni.

È stato autore di oltre 200 lavori scientifici e della monografia “La mano” insieme al professore Bonola e al professore Luigi Celli. Nel 2010, al Congresso Mondiale di Chirurgia della Mano tenutosi a Seoul in Corea, fu insignito del titolo di “Pioneer in Hand Surgery”. Nel 1993 vinse il Premio “G. Rossoni” della Sicm per il lavoro scientifico “Lembi cutanei neovascolarizzati: studio sperimentale”.

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