Emiliano: “Claudio Lasala ucciso a Barletta per scontro con piccoli boss che volevano far carriera”

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“Claudio stava festeggiando con i suoi amici il superamento del concorso per entrare nella Guardia di Finanza. Un bravo ragazzo che voleva servire l’Italia lottando per la Legalità e la Giustizia, che suo malgrado si è scontrato con una realtà criminale nella quale ancora c’è qualcuno che pensa di fare carriera nella mafia locale esercitando forza di intimidazione e volontà di assoggettamento. I due giovanissimi che sono stati arrestati per la sua uccisione volevano chiaramente indurre Claudio e i suoi amici ad accettare il loro ruolo di piccoli boss che intendevano crescere utilizzando l’intimidazione come strumento per creare assoggettamento e omertà”. Così su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a proposito dell’omicidio di sabato mattina nei pressi di piazza Duomo a Barletta, di Claudio Lasala, 24 anni, che era prossimo al giuramento per diventare finanziere, avendo superato da poco il concorso.

È morto per accoltellamento alle prime luci dell’alba dopo una lite iniziata in un bar e proseguita fuori. “Con un’indagine rapida e basata sui filmati acquisiti -aggiunge- i carabinieri di Barletta hanno arrestato i presunti autori dell’omicidio di Claudio Lasala. Ma si sono trovati davanti un ragazzo già consapevole che non si devono accettare prepotenze da questa gente. Lo hanno minacciato, gli hanno detto che doveva offrirgli da bere e che se non lo avesse fatto avrebbe dovuto uscire dal locale. Quel locale evidentemente -argomenta Emiliano- interessava ai due assassini per ragioni che le indagini dovranno accertare. L’omicidio non è dunque il frutto di una banale rissa tra giovani, ma qualcosa di più. Il segno della possibile ricostruzione a Barletta di un clima favorevole al proselitismo mafioso che distrusse la città negli anni passati, ne fermò l’economia e ne devastò il futuro”.

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