Omicidio ex carabiniere, 70enne indagato resta in silenzio dal giudice. Il legale: “Serve tempo per leggere documentazione”

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 70enne Michele Aportone, di San Donaci (Brindisi), finito in carcere il 29 ottobre per l’omicidio dell’ex maresciallo dei carabinieri Silvano Nestola, 46 anni, ucciso a colpi di fucile la sera del 3 maggio scorso, alla periferia di Copertino (Lecce), una volta uscito dalla villetta della sorella dove aveva cenato con il figlio di 11 anni, unico testimone oculare, rimasto illeso.

Aportone è il padre dell’ex compagna di Nestola. L’indagato, difeso dall’avvocato Francesca Conte del foro di Lecce, questa mattina è rimasto in silenzio davanti al gip Sergio Mario Tosi del tribunale di Lecce che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, contestando al 70enne le aggravanti della premeditazione dei futili motivi. Nella ricostruzione dell’accusa, Nestola sarebbe stata ucciso perché i genitori dell’ex compagna erano contrari alla loro relazione.

“Di fronte ad accuse così gravi, è necessario tempo per leggere tutta la documentazione e per questo motivo, fra qualche giorno, presenteremo istanza per rendere interrogatorio davanti ai pm”, ha dichiarato il legale dell’indagato.

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