Tre anni esatti dall’arrivo di Arcelor Mittal, i sindacati dichiarano sciopero il 10 novembre

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A tre anni dall’avvento di ArcelorMittal nella gestione del gruppo siderurgico ex Ilva (è avvenuto l’1 novembre del 2018 e la multinazionale dell’acciaio subentrò alla gestione dell’amministrazione straordinaria), i dipendenti di quella che ora si chiama Acciaierie d’Italia, con la società pubblica Invitalia partner del privato ArcelorMittal, si preparano ad un nuovo sciopero. Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno infatti programmato 8 ore di sciopero con manifestazione nazionale a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico per il 10 novembre. Le tre federazioni metalmeccaniche ufficializzeranno domani le motivazioni dello sciopero.

a protesta non riguardera’ solo i lavoratori del gruppo Acciaierie d’Italia ma anche quelli di JSW Piombino. Due realtà accomunate dall’assenza di piani di rilancio. Per l’ex Ilva, in particolare, le sigle metalmeccaniche nelle scorse settimane avevano scritto al Mise chiedendo un incontro entro ottobre annunciando che se non ci fosse stato, si sarebbero autoconvocati a Roma.

La convocazione da parte del ministero non c’é ancora stata anche se il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha confermato nei giorni scorsi, in audizione alla commissione Attività produttive della Camera, che il cda di Acciaierie d’Italia sta lavorando al nuovo piano industriale per l’ex Ilva. “I capisaldi del nuovo piano industriale di Acciaierie d’Italia -ha spiegato il ministro- sono quelli definiti nell’accordo dello scorso anno e prevedono il completamento degli investimenti ambientali, importanti interventi tecnici e l’elettrificazione di una quota rilevante della produzione di acciaio”.

Per Piombino, invece, dove è impegnato il gruppo Jindal, nella stessa occasione Giorgetti ha dichiarato che “Invitalia è assolutamente disponibile a investire su Piombino ma l’interlocutore deve presentare un piano industriale serio”. Infine, il vice presidente dell’M5s, Mario Turco, senatore eletto a Taranto, per i dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria (sono coloro che ArcelorMittal tre anni fa non ha assunto e da allora sono in cassa integrazione straordinaria, attualmente circa 1.600) “ha presentato al Governo un emendamento relativo alla proroga dell’integrazione salariale e allo sblocco del Tfr insinuato nello stato passivo”. Lo afferma il sindacato Usb.

“Si tratta di questioni più volte sollevate dalla nostra organizzazione sindacale al fine di dare ai cassintegrati ex Ilva una possibilita’ per irrobustire il reddito mensile di ciascuno che al momento non supera le 900 euro”, commenta Usb.

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