Sindaco di Castellaneta filmato mentre aveva incontri intimi in un b&b di Gioia del Colle. Probabile piano per ricattarlo

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Avevano piazzato delle telecamere nella stanza del b&b frequentato dal presidente della Provincia di Taranto e sindaco di Castellaneta, il 45enne Giovanni Gugliotti, per filmarlo negli incontri che l’amministratore pubblico aveva con una donna.

La Procura di Taranto ha indagato per questo tre persone, due della provincia di Bari ed una del Tarantino, quest’ultima consigliere comunale di maggioranza a Castellaneta. I tre rispondono di diffamazione, interferenza illecita nella vita privata e diffusione illecita di immagini. A presentare denuncia alla Procura, e’ stato lo stesso Gugliotti, che ha fatto riferimento, spiega la Procura nel provvedimento con cui dispone perquisizioni e sequestri a carico dei tre indagati, “ad una sistematica attivita’ di diffamazione in rete e alla realizzazione e successiva cessione a terzi di immagini attinenti alla sua sfera intima e personale”.

Gugliotti, in un post sul proprio profilo FB, ha detto che “proprio per difendere i miei affetti più cari, non ho esitato a richiedere l’intervento della Procura della Repubblica”. “Negli ultimi mesi, sono stato vittima di tanti atti vili -alcuni sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti- che tante sofferenze stanno ancora provocando a me ed a tutta la mia famiglia” ha dichiarato inoltre Gugliotti.

La Procura ha evidenziato che “il sindaco di Castellaneta, Giovanni Gugliotti, veniva ripreso mentre aveva incontri intimi” e questo accadeva sia a Gioia Del Colle, paese dove e’ nato, che a Castellaneta. I fatti cui si riferisce la Procura sono stati accertati a giugno scorso. Le indagini sono svolte dalla Polizia e tra gli elementi da chiarire c’è se questi filmati dovevano servire a ricattare in qualche modo l’amministratore pubblico, attualmente in una fase impegnativa del suo percorso politico. La Procura per ora non fa riferimento a queste ipotesi. Cosi’ come andra’ chiarito se le riprese e la successiva diffusione delle immagini a terzi, sono da ascrivere ad una vendetta personale da parte degli indagati.

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