Ex Ilva, i sindacati Fiom e Uilm: “L’azienda chiede gli straordinari ma non li paga”

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Fiom e Uil parlano di “clima surreale” nello stabilimento siderurgico di Taranto perché “Arcelor Mittal chiede straordinari ma non li paga”. I sindacati che hanno proclamato lo stato di agitazione spiegano che ritengono “inutile un confronto con l’azienda qualora venisse accertato il mancato pagamento delle ore di straordinario per i lavoratori a cui è stato chiesto di dare continuità lavorativa per il riavvio degli altiforni”.

“Nei giorni in cui vi era una palese difficoltà nella ripartenza di Afo4 e Afo1 è stato chiesto, attraverso un ordine di servizio, l’intervento di alcune figure professionali per consentire la ripartenza dei suddetti impianti -precisano- ma in caso di mancato pagamento delle ore di straordinario, saremo intransigenti e intolleranti nei confronti di Arcelor Mittal e avvieremo un’immediata denuncia all’ispettorato territoriale del lavoro affinché la retribuzione spettante e indebitamente sottratta venga riconosciuta ai lavoratori”. Le sigle sindacali invitano “i lavoratori a non dare disponibilità in caso di richiesta di straordinario nelle giornate di riposo o festive e di avvisare le Rsu di qualsiasi richiesta di straordinario che non sia il mancato cambio”.

“Un’azienda che colloca in cassa integrazione migliaia di lavoratori, che non paga i lavoratori dell’appalto e oggi arriva a non pagare le ore di straordinario può continuare a gestire uno stabilimento ritenuto strategico per il Paese?”, si chiedono Francesco Brigati (Fiom) e Gennaro Oliva (Uilm) che si rivolgono al governo “per un cambio radicale rispetto all’attuale gestione della fabbrica e di garantire un futuro sostenibile per l’acciaierie di Taranto”.

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