Sfruttata e privata di cibo, studentessa 20enne di Bari costretta a prostituirsi. Arrestate 4 persone

164 Visite

inque persone sono state arrestate dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere (per uno agli arresti domiciliari), quattro dei quali sono ritenuti responsabili di ‘induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di persona tossicodipendente’. Il quinto è accusato di ‘detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti’.  I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale del capoluogo pugliese, su richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini sono nate a seguito della denuncia di scomparsa, presentata a novembre dello scorso anno dalla madre di una studentessa, poco più che ventenne, che aveva rappresentato ai carabinieri di temere per l’incolumità della figlia e di essere preoccupata del fatto che la stessa potesse essere stata costretta a prostituirsi da persone poco raccomandabili con cui si accompagnava. Il giorno successivo, però, la figlia si era messa in contatto con la madre, dicendole che andava tutto bene. Ma le sue parole disperate sono rimaste impresse nei militari che hanno voluto veder chiaro sulle reali condizioni della giovane. Il segnale d’allarme ha confermato i timori della madre.

A dicembre, i carabinieri di BARI, alle 6 del mattino, hanno controllato vicino alla stazione ferroviaria del capoluogo la ragazza a bordo di un’auto in sosta, in compagnia di un giovane. Quest’ultimo ha riferito di essere in sua compagnia dopo aver risposto a un annuncio di incontri pubblicato su una piattaforma web e di aver pagato 120 euro a un altrouomo, per potersi appartare con lei per un’ora e mezza. A questo punto, con la direzione della Procura, sono partite le investigazioni, condotte dal Comando Provinciale dei carabinieri mediante pedinamenti, attività tecniche e raccolta di dichiarazioni testimoniali.

Il quadro che è emerso dalle indagini è sconcertante. Infatti, uno degli indagati, V.M., 25enne, approfittando dei sentimenti che la giovane provava nei suoi confronti, l’avrebbe ridotta in uno stato di assoggettamento e, convivendo di fatto con la giovane, l’avrebbe indotta a prostituirsi in varie località delle province di Bari, Bat e Brindisi. In particolare, le indagini degli inquirenti hanno potuto documentare come lo stesso avesse pubblicato su una piattaforma web diversi annunci diretti a procacciare alla fidanzata clienti con i quali prendeva accordi diretti sulle modalità di tempo, di luogo e per il prezzo della prestazione.

Da quanto emerso, il giovane gestiva personalmente i guadagni derivanti dall’attività di prostituzione che sperperava per le proprie esigenze di tossicodipendente, lasciando la ragazza, anch’ella con problemi di droga, priva di sostentamento alimentare, tanto da spingerla a effettuare ulteriori prestazioni per potersi garantire l’acquisto di cibo, inducendola a prostituirsi anche a notte fonda. Tale stato di cose è continuato per mesi, anche quando si è scoperto che la giovane era in attesa di un bambino. Altro elemento desolante della vicenda il fatto che a vivere dello sfruttamento della prostituzione della studentessa non era solo il suo compagno ma anche altri due giovani C.E., 33enne e C.C.A. 22enne, anche loro finiti in carcere con la pesante accusa di sfruttamento della prostituzione. Gli stessi, convivendo di fatto con la coppia nel periodo delle indagini, infatti, avrebbero curato, insieme al 25enne, gli annunci on line rispondendo alle chiamate dei clienti e gestendo in prima persona anche loro i guadagni dell’attività di prostituzione, sperperati per l’acquisto di stupefacenti.

Agli arresti domiciliari, per favoreggiamento della prostituzione, è invece finto D.V., 61enne, gestore e proprietario di fatto di un Bed&Breakfast a Bari, il quale, come è emerso dagli accertamenti dei carabinieri, avrebbe tollerato abitualmente, all’interno della sua struttura ricettiva, la presenza di persone che vi esercitavano l’attività, istituendo anche un tariffario ‘ad hoc’ per l’utilizzo ad ore delle stanze disponibili. Il B&B, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato sequestrato stamane.

La stessa misura cautelare è stata inoltre notificata in carcere a C.N., 39enne, gravato da numerosi precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, il quale avrebbe ceduto a uno degli indagati un quantitativo imprecisato di droga per un corrispettivo di 150 euro. La sua figura emerge allorquando la coppia dovette allontanarsi dalla struttura ricettiva, perché V.M. aveva contratto con lo stesso un debito di droga di 150 euro.

Promo