Itagomma, presidio dei sindacati davanti la sede dell’azienda a Taranto. “Lavoro su macchinari vecchi e con materiali dalla provenienza sconosciuta”

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“Ambienti angusti e stretti per i lavoratori impiegati nell’azienda che produce manicotti in gomma per motori. Tante promesse non si sono concretizzate. Denunciamo condizioni di lavoro non sane per i lavoratori, una situazione che mette in discussione anche la sicurezza”. Così Giordano Fumarola, segretario generale Filctem Cgil Taranto, descrive la situazione dei lavoratori dello stabilimento ionico di Itagomma, dove ieri si è svolto un presidio di otto ore a cui ha aderito anche la Uiltec Uil.

“Durante la pandemia -osserva Fumarola- l’azienda è riuscita a incrementare la propria posizione, dimostrandosi virtuosa, ma questo risultato non si è riverberato sulle condizioni dei lavoratori. Il gruppo di imprese, con una sede anche a Torino, ha oltre cento dipendenti”.

Secondo Amedeo Guerrero, della Uiltec Uil, “i lavoratori sono costretti a lavorare su macchinari vecchi e con materiali di cui non conosciamo la provenienza. Chiediamo da anni incontri per ripristinare relazioni che non ci sono mai state”. Le due organizzazioni sindacali annunciano che “se la situazione non si sbloccherà, la protesta potrebbe assumere altre forme. Continueremo a denunciare la precarietà del futuro occupazionale e delle condizioni in cui sono costrette le maestranze di Itagomma”.

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