Al teatro Margherita di Bari, ultima settimana del World Press Photo

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Visitata da oltre 3000 visitatori solo nel primo weekend di apertura, la mostra di fotogiornalismo più prestigiosa del mondo sarà in esposizione fino a domenica 14 novembre. Nata nel 1955 con base ad Amsterdam, la Fondazione World Press Photo si distingue per essere una delle maggiori organizzazioni indipendenti e no-profit impegnata nella tutela della libertà di informazione, inchiesta ed espressione, promuovendo in tutto il mondo il fotogiornalismo di qualità. Per l’ottavo anno consecutivo, otto le sezioni presentate: contemporary issues, environment, general news, long-term projects, nature, portraits, sports, spot news. Per ognuna di queste categorie è possibile ammirare le foto vincitrici dei primi tre posti.

                                                         L’immagine vincitrice del World Press Photo of the Year 2021, selezionata tra 74.470 fotografie di 4.315 fotografi provenienti da130 paesi, ha come titolo la tenda dell’abbraccio, il commovente abbraccio tra l’ottantacinquenne Rosa Luzia Lunardi e l’infermiera Adriana Silva da Costa Souza, nella casa di cura Viva Bem, a San Paolo, scattata il 5 agosto 2020, in Brasile, dal fotografo danese Mads Nissen. Il Brasile è stato tra i paesi più colpiti dal Covid e a soffrirne di più sono stati proprio gli anziani delle case di cura ai quali sono state negate le visite dei parenti.

Per la prima volta un italiano di origini baresi, è il vincitore della World Press Photo Story of the Year 2021: Antonio Faccilongo, romano di adozione, con il suo progetto fotografico dal titolo Habibi, amore mio.

Le immagini raccontano il coraggio e la perseveranza dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane che desiderano avere figli e che, sottoposti alla negazione di visite coniugali e al divieto di avere alcun contatto fisico, fin dai primi anni 2000 contrabbandano il loro sperma fuori dalla prigione, nascondendolo, per esempio, nei regali ad altri figli. Habibi racconta di questo legame con la vita, con la libertà e con il futuro delle famiglie, sullo sfondo di uno dei conflitti più lunghi e complicati della storia contemporanea.

Ed ancora, primo premio nella sezione Stories – Spot News per Lorenzo Tugnoli, dell’agenzia Contrasto di Ravenna, che ha raccontato l’esplosione, causata da più di 2.750 tonnellate di nitrato d’ammonio ad alta densità, che ha scosso Beirut, il 4 agosto 2020, uccidendo almeno 190 persone, ferendone altre 6.000 e lasciandone sfollate almeno 300.000.

Al toscano Gabriele Galimberti, invece, il primo premio nella sezione Stories – Portraits, con uno scatto realizzato nell’ambito di un reportage per National Geographic che racconta un dato semplice quanto agghiacciante: secondo lo Small Arms Survey, la metà di tutte le armi da fuoco possedute da privati cittadini nel mondo, per scopi non militari, si trova negli Stati Uniti. Il numero di armi da fuoco è superiore alla popolazione del Paese: 393 milioni di armi contro i 328 milioni di persone.

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