Il Salento allunga la stagione, è boom di stranieri che arrivano anche a novembre

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Grazie agli investimenti nell’internazionalizzazione, le strutture turistiche salentine continuano ad accogliere clientela straniera anche a novembre. “Si tratta di un risultato eccezionale, che non ha precedenti negli anni passati, quando già a metà ottobre, nel Salento, non si vedevano più turisti stranieri”, dice all’Agenzia Agi il presidente della sezione Turismo di Confindustria Lecce, Giovanni Serafino.

“Le imprese che hanno internazionalizzato – prosegue Serafino – ora stanno raccogliendo i frutti del loro investimento. È stata una scelta strategica che ha consentito al nostro sistema dell’accoglienza di fare un grosso salto in avanti sotto il profilo della competitività internazionale. I risultati di questi giorni, con la presenza di tanti stranieri provenienti da Stati Uniti, Francia e Spagna soprattutto, confermano che c’é molto interesse verso il Salento, anche oltre la stagione balneare”.

Protagonista di questo autunno salentino è il turismo “slow”, incentivato dalle agenzie di incoming e dalle stesse strutture ricettive, sul mercato internazionale, attraverso proposte di soggiorno che contemplano passeggiate lungo le scogliere panoramiche del Capo di Leuca, visite nelle cantine vinicole, nei laboratori caseari, nelle masserie e nei centri storici. “Ciò che i turisti stranieri mostrano di gradire -spiega Giovanni Serafino- sono le esperienze a contatto con la gente del posto. Vogliono dialogare con le persone, conoscere le usanze, calarsi nella vita di tutti i giorni degli abitanti del posto. Perciò, ad esempio, si organizzano escursioni nella Grecìa salentina, dove si parla ancora il griko, l’antico dialetto neogreco verso il quale c’é molto interesse. Si va per campagne e borghi marinari alla ricerca di esperienze autentiche”. I luoghi più visitati sono Lecce, Gallipoli, Otranto, Santa Maria di Leuca.

“Quest’anno, per la prima volta, la stagione turistica si è davvero allungata, anche perché molte persone hanno posticipato le vacanze a causa del lockdown -sostiene Serafino- o perché intendono concedersi una pausa di distensione dopo lo stress causato dalla pandemia. Comunque, da noi hanno trovato un sistema dell’accoglienza preparato. Se non c’é internazionalizzazione, non si può lavorare con l’estero. Significa che bisogna predisporre l’attività ricettiva capendo cosa predilige il turista, cosa vuole mangiare e bere, che tipo di esperienza si aspetta. Il turista straniero gradisce l’offerta culturale, paesaggistica, avere rapporti con la popolazione locale per conoscere gli stili di vita, cerca un viaggio nell’autenticità dei luoghi e delle persone. Il nostro sistema dell’accoglienza deve continuare ad internazionalizzarsi – conclude Giovanni Serafino – perché non c’é più spazio per l’improvvisazione, ma auspichiamo anche che possa proseguire la collaborazione con le strutture pubbliche, soprattutto nel co-marketing territoriale in vista del 2022, al quale tutti guardiamo come l’anno della vera ripartenza”

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