A giudizio commessa del punto vendita “Tigotà”, intascati 60mila euro annullando scontrini. Rischia da due a cinque anni di carcere

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Ha annullato scontrini, per più di un anno, intascando poco meno di 60 mila euro ma ora rischia una pena dai 2 ai 5 anni di reclusione, oltre a una pesante multa. È quanto è accaduto a Taranto a una ex commessa di un punto vendita Tigotà: rinviata a giudizio dal gup del Tribunale di Taranto, che ha disposto il via al processo per l’inizio di dicembre, la 31enne dovrà difendersi dall’accusa di appropriazione indebita. Il trucco si basava, per i clienti che pagavano in contanti, nel battere uno scontrino per poi annullarlo e mettere così in tasca le somme ricevute.

Dopo un po’ la società si è accorta che qualcosa non tornava ed ha quindi avvertito le forze dell’ordine. La Guardia di Finanza, scoperto il modus operandi, hanno denunciato la donna.

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